Non permetto di bere per la moglie

Dottor Franco Berrino: alcol, miti e danni alla salute. 8x1000 a sostegno della salute

Siccome lalcolismo comincia e come trattarlo

Le sue parole finiscono per perdere significato, ma il bisogno di essere creduto non svanisce mai. È sincero. Altrimenti perché sprecarsi a promettere? Non che tu mi abbia ingannato, ma che io non ti creda più: questo mi ha scosso, diceva Nietzsche.

E giustamente. Ma che tu non mi creda più scuote anche me, fidati. Quindi non posso raccontarvi certi atti esemplari di stupidità o incoscienza che potrei aver commesso da ubriaco di fronte ai Non permetto di bere per la moglie. Le mie due figlie più piccole avevano sei e quattro anni quando la situazione è drasticamente peggiorata, sia dal punto di vista del matrimonio che della sobrietà che mi ero imposto.

Per loro non è stato semplice. Mentre scrivo queste parole è il e ormai sono sobrio da diversi anni. Le bambine hanno dodici e dieci anni, e per loro facile non è tuttora. La fiducia è un diritto, se vogliamo: barattiamo la libertà con la protezione perché quella protezione la vogliamo, ed è per simili ragioni che di tanto in tanto diamo seconde possibilità. Una ex moglie si fida di un ex marito alcolizzato perché sa che ai figli servono tutti e due i genitori, e perché per occuparsi di loro ha bisogno di aiuto.

Dovevo smettere di bere, ma la mia futura ex moglie ormai non credeva più che ci sarei riuscito. Aveva bisogno di garanzie, se volevo andare a trovare le bambine. Mi propose di sottopormi a esami delle urine non programmati. Non avrebbero dovuto darle il diritto di dirmi come e quando potevo vedere le mie figlie sebbene fosse proprio quello cui avevo acconsentito al momento del divorzio!

E non avevo tempo di recarmi più volte la settimana al Quest, il laboratorio di analisi, che distava venti minuti di macchina da casa mia.

Né potevo permettermi di sborsare trecento dollari al mese. E comunque non erano affari suoi se bevevo o meno. A lei doveva importare soltanto se bevevo quando Non permetto di bere per la moglie con le bambine. Trascorsi due settimane senza vedere le bambine.

Alla fine mi arresi. Iniziai a recarmi al Quest tre volte la settimana per le analisi delle urine, cinquantacinque dollari a botta. Non permetto di bere per la moglie responsabile e proprietaria del posto entrava in bagno con me e mi guardava pisciare.

Osservo e basta, diceva. Se per lei è lo stesso, me ne sto qui da parte per controllare che non usi un catetere o roba simile. Si mise a ridere. Forza, Non permetto di bere per la moglie La mia non ancora ex moglie mi chiamava ogni volta che gradiva una conferma dei risultati. Ottenni di poter vedere le bambine che cominciarono a passare la notte nel mio nuovo appartamento, a un miglio e mezzo dal vecchio. Dormivano su letti a scomparsa e gli sembrava una cosa fichissima.

Andavamo da Target a comprare film e giochi da tavolo, andavamo allo Science City e al centro commerciale. Un giorno si comprarono due paguri grandi come palline da golf e li portarono a casa mia. Eravamo un trio, io, Hermi e Goldie: gli inquilini del di Locust Street. Trascorse un altro mese e un giorno, mentre ero a New York dalla mia nuova ragazza, per aspettarla ordinai un whisky al bar vicino al suo ufficio.

Avevo un piano: avrei bevuto soltanto quando non ero a casa, a Kansas City. Poi bere a Kansas City era ok tranne che davanti alle bambine. Ero agitato, spaventato. Non permetto di bere per la moglie mi sembrava più una cosa naturale stare con lei e le nostre figlie allo stesso tempo.

Mi chiese di comprare un pollo e mentre andavo al supermercato mi ripetevo in continuazione: non bere, non bere. Ovviamente, se arrivi a questo punto, significa che hai già deciso. O meglio, sei combattuto: una parte di te dice, Continua a camminare, non guardare quegli scaffali, tira dritto.

Ascoltala, poi dai una bella sorsata. Era il nostro supermercato, quello dove avevo sempre comprato da bere quando eravamo ancora sposati. Presi il pollo. Prima di arrivare a casa della mia ex, la nascosi sotto una siepe vicino al portico. Più tardi mi offrii di portare fuori i cani e mi sparai un paio di sorsate.

Non credo che abbia notato niente, quella sera. E tanti saluti alle bambine. Parlava sempre a bassa voce, era di costituzione robusta, molto Midwest, con un ufficio situato in un alto e solitario edificio marrone. Aveva una predilezione per chi tentava di vincere una dipendenza. Barbara Ludlow era anche una donna schietta.

Sforzandomi di non piangere, dissi alle bambine che mi dispiaceva tanto. Era un ammonimento, ma anche una richiesta. Rise mentre lo diceva, perché aveva paura di dirmelo seriamente. Al termine di quel colloquio Barbara mi prese da parte. Non sai se berrai ancora o no. Quando andavo da Barbara Ludlow con le bambine, Non permetto di bere per la moglie volta la settimana, disegnavamo insieme e mangiavamo ciambelline al cioccolato acquistate al distributore del terzo piano.

A guardarci sembravamo una famiglia normale: Non permetto di bere per la moglie, felice, sana. Nel frattempo, a mia insaputa, la resistenza che opponevo alla supervisione di cui avevo bisogno iniziava a logorarsi. Era come se mi stessero addestrando piano. Viene indossata 24 ore al giorno per la durata del periodo di astinenza imposto dal tribunale. Il braccialetto immagazzina i dati e, a intervalli predefiniti, li trasmette alla centrale tramite frequenze radio. Mi sedetti.

La segretaria era al telefono. No, temo che debba pagare in anticipo. No, non possiamo spedirle il dispositivo senza aver ricevuto il pagamento. Se preferisce, le do il numero di un altro. A lezione — insegno filosofia alla University of Missouri di Kansas City — mentre spiegavo camminando avanti e indietro, mi preoccupavo che i miei studenti si accorgessero del rigonfiamento sotto i pantaloni.

Ogni tanto il braccialetto vibrava e sul malleolo mi stava già venendo una dolorosa galla. La vibrazione io la sentivo, loro? Come avrebbero potuto prendere sul serio un professore di filosofia, uno che parlava di moralità e rettitudine, se si fossero accorti che portava una specie di manetta elettronica?

Volevo mostrargliela, raccontargli tutta la storia, ma sapevo che presto si sarebbe diffusa in tutto il campus e ben presto qualche genitore avrebbe sporto un reclamo presso il rettore. Parlavamo della Non permetto di bere per la moglie di Hume di moralità e beneficio reciproco. Ma io non provo nessun particolare sentimento di benevolenza nei tuoi confronti e so che neppure tu lo provi per me. Finii di citare il brano e guardai i miei studenti.

Mi facevo la doccia con un piede nella vasca e uno fuori, e mi stavo abituando a insegnare e guidare con quel coso che vibrava di tanto in tanto, e al callo che si era formato al posto della galla. Un giorno mi proposero di andare in Brasile per scrivere una storia. Le dissi che si trattava di un viaggio di lavoro e le ricordai che era stata una mia scelta indossarlo.

Possiamo Non permetto di bere per la moglie, certo, ma contatteremo subito il tribunale. Giusto perché lo sappia. Le due impiegate mi guardarono male, convinte che le stessi coprendo di frottole. Eccone uno che vuole fare il furbo, pensavano. A volte la fatica di fare il padre, per quanto adori le mie figlie, mi spinge a correre al bar più vicino. Certi giorni il fatto di non avere la responsabilità quotidiana di crescere le bambine è quasi un sollievo, un sollievo che è poi la riprova di una cosa che non oso ammettere nemmeno a me stesso, che cioè concedere la piena custodia delle bambine a mia moglie è stato un atto di codardia.

Lo dicevano i documenti. E anche questo: che per tutto il tempo che ho passato lontano da loro, mi sono mancate da morire e mi sono vergognato di non essere un padre migliore. Avrei voluto farlo, ma la mia ex aveva perso interesse. Ero sobrio e continuavo a esserlo, ma dal momento che la mia ex — comprensibilmente — non era disposta a fidarsi della mia parola, non stavamo facendo progressi dal punto di vista genitoriale.

Ora lei insisteva per un nuovo tipo di supervisione: durante le visite o brevi uscite con le bambine doveva essere accompagnato da uno sconosciuto. Nessun Non permetto di bere per la moglie te lo imporrebbe. Qualche mese? Ronnie era uno specialista del campo. Anche senza un ordine del tribunale. In pratica erano le prime parole che pronunciava, e divennero il mio mantra. Non potevo convincere la mia ex a fidarsi di me a parole; non potevo neanche farlo restando sobrio.

Dovevo creare le condizioni tali per cui avrebbe deciso di sua spontanea volontà di fidarsi nuovamente di me. Ronnie, mi resi conto in quel Non permetto di bere per la moglie, sarebbe stato il nuovo papà delle mie figlie per un anno intero, e io il suo goffo tirapiedi.