Come liberarsi lui stesso lalcolismo per mezzo di magia

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Perché presentare oggi un testo sull'etica? Da più di due anni, la CCI porta avanti un dibattito interno sulla questione della morale e dell'etica proletaria a partire da un testo di orientamento di cui pubblichiamo larghi brani. Se abbiamo ritenuto necessario affrontare un tale dibattito teorico, è principalmente perché la nostra organizzazione si è dovuta confrontare al suo interno, all'epoca della sua crisi delcon comportamenti particolarmente distruttori e totalmente estranei alla classe portatrice del comunismo.

Questi comportamenti si sono manifestati attraverso metodi da teppisti utilizzati da alcuni elementi che intanto fondavano la pretesa "frazione interna" della CCI FICCI 1: furto, ricatto, menzogne, campagne di calunnie, delazione, molestia morale e minacce di morte contro i nostri compagni.

È dunque a partire da un problema concreto di un'estrema gravità e che costituisce una minaccia per il campo politico proletario, che abbiamo preso coscienza della necessità di armare l'organizzazione di fronte ad una questione che ha sempre preoccupato ed attraversato il movimento operaio dalle sue origini, quella della morale proletaria.

Abbiamo sempre affermato, in particolare nei nostri Statuti, che la questione del comportamento dei militanti è a pieno titolo una questione politica. Ma la CCI non era stata fin'ora ancora in grado di condurre una riflessione più approfondita su questa questione ricollegandola a quella della morale e dell'etica del proletariato.

Per comprendere le origini, gli scopi e le caratteristiche dell'etica della classe operaia, la CCI ha dovuto volgere la sua attenzione sull'evoluzione della morale nella storia dell'umanità riappropriandosi delle esperienze teoriche del marxismo che si sono basate sui progressi della civiltà umana, in particolare nel campo della scienza e della filosofia.

Per il fatto che si tratta di un testo interno le cui idee sono estremamente condensate e fanno talvolta ricorso a concetti teorici abbastanza complessi, siamo coscienti che certi passaggi potranno sembrare difficili al lettore. Fin dall'origine, la questione del comportamento politico dei militanti, e dunque della morale proletaria, ha avuto un ruolo centrale nella vita della CCI.

La concretizzazione vivente della nostra visione su questa questione si trova nei nostri statuti, adottati nel E' per tale motivo che esigiamo da tutti quelli che vogliono diventare membri della nostra organizzazione un accordo profondo su questi valori. Essi condizionano il quadro e lo spirito della vita militante dell'organizzazione e di ciascuno come liberarsi lui stesso lalcolismo per mezzo di magia suoi membri.

Il significato che la CCI ha sempre dato a questi principi di comportamento è dimostrato dal fatto che essa come liberarsi lui stesso lalcolismo per mezzo di magia è sempre impegnata a difenderli, anche a rischio di subire delle crisi organizzative.

Per tale motivo, la CCI si è ritrovata in modo cosciente ed incrollabile nella tradizione di lotta di Marx ed Engels in seno alla Prima Internazionale, dei Bolscevichi e della Frazione italiana della Sinistra comunista. Tuttavia, è in modo più implicito che esplicito che la CCI ha difeso il concetto di una morale e di un'etica proletaria; essa lo ha messo come liberarsi lui stesso lalcolismo per mezzo di magia pratica in modo empirico piuttosto che generalizzato da un punto di vista teorico.

Le questioni di morale proletaria non sono il solo campo in cui la CCI ha proceduto in tale maniera. Nei primi anni della sua esistenza, esistevano delle riserve similari riguardanti la necessità della centralizzazione, il carattere indispensabile dell'intervento dei rivoluzionari ed il ruolo dirigente dell'organizzazione nello sviluppo della coscienza di classe, la necessità di combattere il democraticismo o il riconoscimento dell'attualità della lotta contro l'opportunismo ed il centrismo.

Per tale come liberarsi lui stesso lalcolismo per mezzo di magia, sulle questioni organizzative, la CCI ha sempre saputo cogliere la sfida approfondendo ed allargando la sua comprensione teorica sui problemi posti. Il problema della decomposizione e la perdita di fiducia nel proletariato e nell'umanità. Per l'incapacità delle due principali classi della società - borghesia e proletariato - ad imporre la rispettiva risposta alla crisi dell'economia capitalista, il capitalismo è entrato nella sua fase terminale di decomposizione, caratterizzata non solo dal degrado graduale dei valori sociali ma della stessa società.

Oggi, di fronte al "ciascuno per sé", alla tendenza al disfacimento del tessuto sociale e al degrado di tutti valori morali, sarà impossibile per le organizzazioni rivoluzionarie - e più in generale per la nuova generazione di come liberarsi lui stesso lalcolismo per mezzo di magia che sta sorgendo - rovesciare il capitalismo senza chiarire le questioni di morale e di etica.

Non solo lo sviluppo cosciente delle lotte operaie ma anche una lotta teorica specifica su queste questioni, verso una riappropriazione del lavoro del movimento marxista, è diventata una questione di vita o di morte per la società umana.

Questa lotta non solo è indispensabile per la resistenza proletaria alla decomposizione delle manifestazioni del capitalismo ed all'amoralismo ambientale, ma serve anche a riconquistare la fiducia del proletariato nel futuro dell'umanità attraverso il suo progetto storico.

La forma particolare che ha preso la controrivoluzione in URSS - quella dello stalinismo, che viene presentata come il compimento e non come il becchino della rivoluzione di ottobre - ha già disorientato la fiducia nel proletariato nella sua alternativa comunista.

Malgrado la fine del periodo di controrivoluzione nelil crollo dei regimi stalinisti nelche ha segnato l'entrata del capitalismo nella sua fase storica di decomposizione, ha ancora una volta colpito la come liberarsi lui stesso lalcolismo per mezzo di magia in sé del proletariato come soggetto della liberazione dell'insieme dell'umanità. L'indebolimento della fiducia in sé della classe operaia, della sua identità di classe e della sua prospettiva rivoluzionaria, risultante dalle campagna della borghesia sul preteso "fallimento del comunismo", ha modificato le condizioni in cui si pone oggi la questione dell'etica.

In effetti, i colpi subiti dalla classe operaia ed in particolare il riflusso della sua coscienza hanno danneggiato la sua fiducia, non solo in una prospettiva comunista ma nella società nel suo insieme. Per gli operai coscienti, nel corso del periodo ascendente del capitalismo, e più ancora durante la prima ondata rivoluzionaria dell'affermazione secondo cui i problemi della società contemporanea si spiegherebbero attraverso il carattere fondamentalmente "cattivo" dell'essere umano suscitava solamente disdegno e disprezzo.

All'inverso, l'ideologia secondo la quale, fondamentalmente, la società sarebbe incapace di migliorare e di sviluppare forme superiori di solidarietà umana, è diventata oggi un dato della situazione storica.

Oggigiorno, i dubbi, profondamente radicati, sulle qualità morali della nostra specie colpiscono non solo le classi dominanti o intermedie, ma minacciano lo stesso proletariato, ivi compreso le sue minoranze rivoluzionarie.

Questa mancanza di fiducia nella possibilità di una visione più collettiva e responsabile in vista della costruzione di una vera comunità umana non è unicamente il risultato della propaganda della classe dominante. E' la stessa evoluzione storica ad aver condotto a questa crisi di fiducia generalizzata nell'avvenire dell'umanità.

Come liberarsi lui stesso lalcolismo per mezzo di magia popolare vede confermarsi il giudizio del filosofo inglese Thomas Hobbes secondo cui l'uomo sarebbe, per natura, un lupo per l'uomo. Secondo questa visione, l'uomo sarebbe un essere fondamentalmente distruttore, predatore, egoista, irrimediabilmente irrazionale ed il suo comportamento sociale sarebbe inferiore a quello della maggiore parte delle specie animali.

Per l'ecologismo piccolo-borghese, ad esempio, lo sviluppo culturale è considerato come un "errore" o un "vicolo cieco". La stessa umanità è vista come un'escrescenza cancerosa della storia nei confronti della quale la natura va a - e deve anche - riprendersi i suoi "diritti". Evidentemente, non è stata la sola decomposizione del capitalismo a fare nascere tali visioni, ma essa le ha considerevolmente accentuate e rafforzate.

Nei secoli precedenti, la generalizzazione della produzione di merci sotto il dominio del capitalismo ha sciolto progressivamente i legami di solidarietà che erano alla base della società umana, al punto che le loro stesse reminiscenze rischiano di sparire per sempre della memoria collettiva.

La fase di declino delle formazioni sociali, dal comunismo primitivo in poi, è sempre stata caratterizzata dalla dissoluzione dei valori morali stabiliti dalla società e, finché un'alternativa storica non ha cominciato ad affermarsi, da una perdita di fiducia nel futuro. Ma la barbarie e l'inumanità della decadenza capitalista sono senza precedenti nella storia della specie umana.

Per la verità non è facile dopo i massacri di Auschwitz ed Hiroshima, e di fronte ai genocidi, alla distruzione permanente e generalizzata, mantenere la propria fiducia nella possibilità di un progresso morale. A queste caratteristiche dell'evoluzione storica del capitalismo, dobbiamo aggiungere l'accumulazione degli effetti di un fenomeno più generale dell'ascesa dell'umanità nel contesto delle società di classe: il fatto che l'evoluzione morale e sociale è in ritardo sull'evoluzione tecnologica.

Al contrario all'altro estremo si trova il vasto campo delle azioni e dei rapporti umani in cui l'utilizzazione di attrezzi non gioca un ruolo immediato, e che agisce in una distanza lontana, in quanto fenomeno profondamente sconosciuto ed invisibile.

Là, il pensiero e l'azione sono più determinati dalla passione e gli impulsi, dall'arbitrarietà e l'improvvisazione, attraverso la tradizione e le credenze; là, nessuna logica metodologica conduce alla certezza della conoscenza Il contrasto che appare qui, tra la perfezione e l'imperfezione, significa che l'uomo controlla le forze della natura o ci si avvicina va sempre più, ma che egli non controlla ancora le forze di volontà e di passione che sono in lui.

Là dove ha fermato il suo avanzare, forse anche regredito, è a livello della evidente mancanza di controllo sulla propria "natura" Tilney. È chiaro che questa è la ragione per la quale la società è ancora tanto indietro rispetto alla scienza.

Potenzialmente, l'uomo ha la padronanza sulla natura. Ma non possiede ancora la padronanza sulla sua propria natura ". Le cause delle riserve verso il concetto di morale proletaria dopo il Dopo illa dinamica delle lotte operaie ha costituito un contrappeso potente allo scetticismo crescente in seno alla società capitalista.

Ma nello stesso tempo, la mancanza di assimilazione in profondità del marxismo ha condotto alla visione comune all'interno della nuova generazione di rivoluzionari secondo la quale non ci sarebbe posto per questioni morali o di etica nella teoria socialista.

Questo atteggiamento era prima di tutto il prodotto della rottura della continuità organica provocata dalla controrivoluzione che ha fatto seguito all'ondata rivoluzionaria del Fino ad allora, i valori etici del movimento operaio facevano parte di una tradizione che era sempre stata trasmessa da una generazione all'altra.

L'assimilazione di questi valori era dunque favorita dal fatto che essi facevano parte di una pratica vivente, collettiva ed organizzata. La controrivoluzione ha spazzato via, in grande misura, la conoscenza di quest'esperienze, proprio come ha spazzato via quasi completamente le minoranze rivoluzionarie che l'incarnavano. Questa perversione dell'etica del proletariato ha, a sua volta, rafforzato l'impressione che la morale, per sua stessa natura, è come liberarsi lui stesso lalcolismo per mezzo di magia affare intrinsecamente reazionario delle classi dominanti e sfruttatrici.

La storia mostra, evidentemente, che in tutte la società divise in classi la morale dominante è sempre stata quella della classe dominante. I sentimenti morali della società nel suo insieme sono sempre stati utilizzati dagli sfruttatori, dallo Stato e dalla religione, per santificare e perpetuare lo status quo affinché le classi sfruttate si sottoponessero alla loro oppressione.

Il "moralismo" grazie al quale le classi dominanti si sono sempre sforzate di rompere la resistenza delle classi lavoratrici attraverso l'instillazione di un senso di colpevolezza, è uno dei grandi flagelli dell'umanità.

È anche una delle più sottili ed efficaci armi delle classi dominanti per assicurare il loro dominio sull'insieme della società. Il marxismo ha sempre combattuto la morale delle classi dominanti proprio come ha combattuto il moralismo filisteo gretto e retrivo della piccola borghesia.

Contro l'ipocrisia degli apologeti morali del capitalismo, il marxismo ha sempre sostenuto, in particolare, che la critica dell'economia politica deve basarsi su una conoscenza scientifica e non su un giudizio etico. Tuttavia, la perversione della morale del proletariato da parte dello stalinismo non costituisce una ragione per abbandonare la concezione della morale proletaria come il proletariato non deve rigettare il concetto di comunismo con il pretesto che è stato recuperato e pervertito dalla controrivoluzione in URSS.

Il marxismo ha mostrato che la storia morale dell'umanità non è solamente lo storia della morale della classe dominante. Ha dimostrato che le classi sfruttate hanno i loro propri valori etici e che questi valori hanno come liberarsi lui stesso lalcolismo per mezzo di magia un ruolo rivoluzionario nel progresso dell'umanità.

Ha dimostrato che la morale non è neanche identica alla funzione di sfruttamento, dello Stato o della religione e che il futuro - se ci sarà come liberarsi lui stesso lalcolismo per mezzo di magia futuro - appartiene ad una morale che supera lo sfruttamento, lo Stato e la religione. Il marxismo ha rivelato che il proletariato è l'unica classe della storia che possa, liberandosi dell'alienazione, sviluppando la sua coscienza, la sua unità e la sua solidarietà, liberare la morale, e dunque l'umanità, dal flagello della "cattiva coscienza" basata sulla colpevolezza e la sete di vendetta e punizione.

Inoltre, eliminando il moralismo piccolo-borghese dalla critica dell'economia politica, il marxismo è stato capace di dimostrare scientificamente il ruolo come liberarsi lui stesso lalcolismo per mezzo di magia fattori morali nella lotta di classe del proletariato.

Le resistenze al concetto di morale proletaria esprimono anche il peso dell'ideologia della piccola borghesia fortemente segnata dal democraticismo. Rivelano l'avversione della piccola borghesia verso i principi di comportamento che, come ogni principio, costituiscono altrettanti ostacoli alla sua "libertà individuale".

L'infiltrazione in seno al movimento operaio contemporaneo di quest'ideologia di una classe senza avvenire storico è una debolezza che ha rafforzato l'immaturità della generazione generata dal movimento del maggio La morale è una guida indispensabile di comportamento nel mondo culturale dell'umanità. Permette di identificare i principi e le regole di vita comune dei membri della società. La solidarietà, la sensibilità, la generosità, il sostegno ai bisognosi, l'onestà, l'atteggiamento amichevole e la benevolenza, la modestia, la solidarietà tra generazioni sono dei tesori che appartengono all'eredità morale dell'umanità.

Sono delle qualità senza le quali la vita in società diventa impossibile. E' per tale motivo che gli esseri umani ne hanno sempre riconosciuto il valore, proprio come l'indifferenza verso gli altri, la brutalità, l'avidità, l'invidia, l'arroganza e la vanità, la disonestà e la menzogna hanno sempre provocato la loro disapprovazione ed indignazione.

Come tale, la morale compie la funzione di favorire le pulsioni sociali in opposizione alle pulsioni antisociali dell'umanità, nell'interesse della coesione della comunità. Canalizza l'energia psichica nell'interesse di tutti. Il modo con cui quest'energia è canalizzata varia a seconda del modo di produzione, la costellazione sociale, ecc.

In seno ad ogni società, norme di comportamento e valutazione sono state edificate sulla come liberarsi lui stesso lalcolismo per mezzo di magia dell'esperienza vivente, e corrispondenti ad uno stile di vita dato. La morale ha un come liberarsi lui stesso lalcolismo per mezzo di magia imperativo.

Questo approccio della realtà utilizza dei meccanismi psichici specifici, come la buona coscienza ed il senso delle responsabilità. Questi meccanismi influenzano la presa di decisione ed il comportamento generale e, spesso, li determinano. Come ogni mezzo d'appropriazione e di trasformazione della realtà, ha un carattere collettivo.

Attraverso l'immaginazione, l'intuizione e la valutazione, permette al soggetto di entrare nel mondo mentale ed emozionale degli altri esseri umani. È dunque fonte di solidarietà umana e mezzo di arricchimento e di sviluppo spirituale reciproco. Il suo percorso è teleologico piuttosto che causale. Il marxismo non ha mai negato la necessità né l'importanza del contributo di fattori non teorici e non scientifici nell'ascesa della specie umana.

Al contrario, ha sempre compreso il loro carattere indispensabile ed anche la loro indipendenza relativa. E' per tale motivo che è stato capace di esaminare le loro connessioni nella storia e riconoscere la loro complementarità. Nelle società primitive, ma anche nelle società di classi, la morale si sviluppa in modo spontanea. Molto prima che la capacità di codificare i valori morali o di rifletterci sopra si sia sviluppata, esistevano tipi di comportamento e una loro valutazione.

Ogni società, ogni classe o ogni gruppo sociale ed anche ogni professione come sottolineato da Engels ha, in particolare attraverso l'edificazione di codici di deontologia, il suo proprio schema di comportamento morale.

Come ha notato Hegel, una serie di atti di un soggetto è il soggetto stesso. La morale è ben più come liberarsi lui stesso lalcolismo per mezzo di magia somma delle regole e dei costumi di comportamento. È una parte essenziale della colorazione che i rapporti umani prendono in una data società. È al tempo stesso il riflesso ed un fattore attivo del modo con cui l'uomo vede sé stesso e del modo con cui riesce a comprendere gli altri, a penetrare nell'universo mentale dell'altro.