Il marito beve come aiutare a esser trattato non vuole

Riconoscere l'ALCOLISMO

Come salvare il marito da alcool senza il suo permesso in condizioni di casa

Sto parlando di violenza psicologica della quale spesso si è vittime inconsapevoli. Un clima di disapprovazione continua dove qualsiasi atteggiamento o comportamento viene ritenuto sbagliato, inadatto.

E questo non è tanto perché, come chi perpetra violenza psicologica vorrebbe far credere, è un comportamento ad essere preso di mira, ma è invece presa di mira la persona in quanto tale, in ogni cosa che fa ed il marito beve come aiutare a esser trattato non vuole cui manifesti la propria individualità e la propria identità.

Non a caso la violenza psicologica, silenziosa ed invisibile ma non per questo meno devastante di quella fisica, viene esercitata sulle donne per lo più in famiglia o nella coppia, da un padre, un marito o un fidanzato che, in questo modo, ribadisce il proprio dominio e la propria superiorità. Parole, gesti, toni allusivi, offese velate o esplicite che possono umiliare, distruggere lentamente ma in profondità, senza sporcarsi le mani.

Nella il marito beve come aiutare a esser trattato non vuole la violenza psicologica è spesso negata e banalizzata.

E la cosa più terribile è proprio quando questo atteggiamento viene attuato da una persona cara, che si ama o si è amata profondamente il marito beve come aiutare a esser trattato non vuole verso la quale ci si è aperti e con fiducia. La violenza psicologica è un processo di distruzione costituito da manovre ostili che possono essere esplicite o nascoste.

O ancora la limitazione della libertà economica, mettendo la persona in condizione di dover chiedere per far il marito beve come aiutare a esser trattato non vuole ad ogni esigenza personale e famigliare. Ma possono essere anche manovre più nascoste come il sarcasmo, la derisione continua, il disprezzo, espresso anche in pubblico con nomignoli o appellativi offensivi, mettendo costantemente in dubbio la capacità di giudizio o di decisione.

Tutto questo protratto nel tempo fino a destabilizzare una persona e distruggerla senza che chi le sta intorno se ne accorga e possa quindi intervenire.

Il problema relativo alla violenza psicologica, infatti, è relativo al riconoscimento di essa, alla consapevolezza di esservi sottoposti. Occorre chiedere aiuto, occorre essere aiutati da esperti. Fonte: qui. Perché non è andata via? Perché ha sopportato? Ci conoscemmo durante il periodo universitario, lui era prossimo alla laurea, io più piccola frequentavo il secondo anno.

Fu amore a prima vista, travolgente e passionale. Lui era dolce, premuroso e molto affettuoso durante i primi periodi di frequentazione.

Fiori, cene a lume di candela, dolci parole sospirate nel buio della notte, promesse di una vita insieme. Lui voleva la ragazza perfetta -ovviamente in base alle sue aspettative- e io non lo ero. Ero il suo oggetto, la sua bambola, la ragazza completamente innamorata di lui che si faceva calpestare come uno straccio sporco. La persona violenta non cambierà mai se la sua indole è quella. Era nervoso e insoddisfatto per via del lavoro, guadagnava bene per essere un neo-laureato, ma voleva di più.

Voleva andare via dal nostro paese, voleva vedere la sua carriera decollare. Lui invece scatenava la sua rabbia causata dalle non risposte su di me sempre di più. Ma soprattutto, come potevo mettere da parte le mie aspettative e i miei sogni di realizzazione personale? NO, non potevo! Trovarmi in una città nuova, sola, lontana da tutti con lui che sapeva garantirmi solo instabilità e urla. Sola e con la promessa di un matrimonio imminente continuavamo a litigare furiosamentenon riusciva ad accettare che il suo burattino stava iniziando a staccare i fili e tutta la situazione era ingigantita dalla distanza che intercorreva fra di noi.

Un giorno litigammo ferocemente a causa della scoperta di alcune mail contenti foto che si scambiava con ragazze conosciute in chat. Iniziai a stufarmi sempre di più di lui, delle sue grida e soprattutto il marito beve come aiutare a esser trattato non vuole quello che ero diventata io: un tappeto vecchio e calpestato, una piagnona che aveva perso il sonno e che saltava il marito beve come aiutare a esser trattato non vuole sedia verso il balcone ogni qualvolta sentiva il rumore di una moto speranzosa che fosse la sua venuto a sorpresa per fare pace.

Volevo disperatamente allontanarmi da lui, ma la condizione psicologica della quale ero vittima non mi faceva smettere di desiderarlo. Non potevo perderlo. Un giorno scoprii, per mia fortuna, particolari che non mi aveva raccontato della sua nuova vita e che mi convinsero finalmente a metterci un punto. Me lo ero imposto.

Una storia fatta di bugie, pianti, male parole e strattoni dove io ero succube e pronta ad addossarmi tutte le colpe anche quando non ne avevo, non poteva andare avanti. Lui rideva di gusto e io riagganciai decisa. Fu in quel momento che mi sentii libera. Mi sentivo forte, stavo bene!

Mi chiese di vederci dopo un mese circa, rifiutai. La mia fu una storia durata due anni, anni nei quali mi ero completamente persa. Imparai, a mie spese, ad amare me stessa e a non giustificare più comportamenti violenti da parte di nessuno. Ancora oggi mi chiedo come abbia fatto a cadere in una situazione simile e nonostante sia passato tanto tempo non riesco a darmi una spiegazione.

So solo che a distanza di anni questa storia mi ha cambiato profondamente. Lui, nonostante sia fidanzato, ogni tanto ricompare per sapere della mia vita, ma tutto quello che trova è una porta sigillata della quale ho buttato la chiave. Non giustificate atti di violenza, non diventate succubi di chi vi fa sentire inferiore! Mi piace Mi piace. Credo che questo racconto pari pari sia trasferibile a molti tipi di rapporto, non solo di coppia.

A chi giudica dico sempre di non farlo perché solo vivendolo capisci. La vergogna a volte è forte, mai quanto la paura. La tua storia è uguale alla mia. Io ho avuto il coraggio di lasciarlo dopo 7 anni e poco prima del matrimonio.

È successo da poco, quindi puoi immaginare come stia. Cara Tonia, mia madre vive una situazione drammatica di schiavitù e umiliazioni e la pensa, purtroppo, come te. Se sei riuscita ad affrontare questa atroce sofferenza, riuscirai, di certo, ad affrontare la vita da sola, senza quel mostro che, credendosi superiore a te, pensa di poterti trattare come un oggetto insignificante. Questi esseri dannosi, educati al maschilismo, ignoranti e viscidi, devono vivere e morire da soli, non meritano nè una donna nè una famiglia…Fatti coraggio e riprenditi la tua vita, la tua libertà e la tua dignità.

Vedrai come sarà più bella la vita. Sabrina P. Vedrai quante persone ti saranno vicine, inizierai a vibrare in un altra tonalità!

Mi ha messo contro tutta la mia famiglia e per cosa? Colpa dei miei traumi. Buona il marito beve come aiutare a esser trattato non vuole a te… e a tutte noi. Mi piace Piace a 1 persona. Ivana devi chiedere immediatamente aiuto al numero verde che si occupa di donne come te. Chiama subito, senza ripensamenti.

Devi farlo per te e per tuo figlio!!! Storia simile la mia. Durata 2 anni. Ogni volta si scusava poi ci ricadeva. Ed ogni volta era sempre peggio. Le autorità lo hanno messo fuori da casa mia. La legge non tutela un cazzo! Deve solo rendere conto agli assistenti sociali; e solo per due miseri anni. Va detto che io sono il terzo caso nella sua fedina penale!!!! Il pericolo è sempre imminente, lo dicono anche le autorità nonostante le diffide. Vivere continuando a guardarsi le spalle… non è più vita.

Ho cercato di farmi forza, e sto andando avanti. Un giorno per volta. Grazie al cielo, questa storia non ha leso la mia autostima, Né ho mai pensato di avere io le colpe che ogni volta mi attribuiva. Ho capito fin dal primo episodio che era in lui il problema.

Una parte di me, lo teme, ogni volta che solo lo vedo da lontano vive nella mia città ora provo una gran paura ed il pensiero di fare quel numero che mi è stato imposto emergenza mi sovviene ogni volta.

Ma ogni volta non lo faccio. Sento di dipendere ancora dalla sua esistenza in il marito beve come aiutare a esser trattato non vuole modo, pur non avendo più rapporto né contatti. E questo non mi piace per niente! Ancora mi preoccupo di lui col pensieroancora tento di giustificarlo con la gente che lo ingiuria pesantemente, asserendo che non è cattivo, ma solo malato. Come devo fare? Ciao, grazie per la tua testimonianza. Il consiglio che posso darti è di parlarne con qualcuno che possa aiutarti ad uscire fuori da questa situazione.

Non tenere tutto dentro…parlane! Ti faccio tanti in bocca al lupo. Un abbraccio! La mia storia é uguale e purtroppo ancora adesso va avanti. Il mio sogno è che cambi e in fondo ci spero ancora. Vorrei avere una vita serena avendo i miei hobby, poter andare liberamente in qualsiasi posto e realizzare i miei sogni essendo ancora giovane.

Ma sono ormai bloccata in tutto questo. Ci vuole coraggio, come ha avuto questa ragazza. Vivo una storia con un uomo possessivo da 4 anni. Lui tra l altro é sposato padre di due figli….