Che fare se il marito beve torsun

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To browse Academia. Skip to main content. You're using an out-of-date version of Internet Explorer. Log In Sign Up. Produzione della citta'informale e territorio urbano autosostenibile: il caso di Libreville in Gabon Jean Pierre Maissa.

Produzione della citta'informale e territorio urbano autosostenibile: il caso di Libreville in Gabon. Antonio TOSI. Difficoltà dovute innanzitutto alla genericità assoluta dei due concetti chiamati in causa. Il fenomeno urbano infatti, in tutte le sue che fare se il marito beve torsun evoluzioni e manifestazioni, rappresenta un tema letteralmente sconfinato. Anche quando non si riferisce a un contesto storico "occidentale", rimanda comunque a una letteratura altrettanto vasta ed esige perlomeno lo stesso "sguardo" interdisciplinare, la stessa pluralità di approcci - economici, politici, sociologici, etno-antropologici e, ovviamente, urbanistici - che storicamente è stata dedicata all'analisi di qualsiasi città dell'Occidente.

Metropoli come Bombay, San Paolo, Città del Messico, Lagos, Dakar - che fare se il marito beve torsun sarebbe davvero infinito - dimostrano infatti quanto sia difficile ricondurre l'esperienza urbana a tipologie univoche e tradizionali.

Inoltre, la loro stessa presenza, il loro che fare se il marito beve torsun assolutamente "globale" - che fare se il marito beve torsun presenza cioè al loro interno di una serie che fare se il marito beve torsun elementi che le saldano più allo scenario internazionale che al territorio circostante - costituisce la più eloquente dimostrazione dell'impossibilità di limitarsi a una lettura esclusivamente "locale", discreta, se non terzomondista, legata cioè a divisioni rigide tra aree del mondo.

Per aggirare sia pure parzialmente questa opacità di fondo, riflessa in un linguaggio generico che allude a temi generali senza spiegarne le determinazioni concrete urbanizzazione, globalizzazione ecc.

Più precisamente, si tenterà di analizzare e possibilmente interpretare la trama di implicazioni sociologiche e progettuali che caratterizzano una particolare dimensione urbana, comune tanto alla capitale del Gabon quanto a molte altre metropoli africane: la presenza "attiva" di ecologie "informali" in un contesto urbano in continua e rapidissima evoluzione.

Quell'insieme di pratiche spontanee, non governate cioè da una razionalità imposta dall'alto, che rappresentano invece la principale risorsa materiale e simbolica su cui si costruisce l'esperienza urbana africana. Una realtà troppo spesso rimossa se non addirittura negata - soprattutto in sede progettuale - dai processi di formalizzazione politica ed economica che in modo sempre più accelerato e contradditorio investono oggi l'Africa.

In generale, la lettura prevalente del fenomeno urbano nel "terzo mondo" è quella che fare se il marito beve torsun lo interpreta come un'aberrazione, come un elemento in sé naturalmente contraddittorio e problematico. Un tale atteggiamento negativo è diretta conseguenza di un sostanziale fraintendimento che, non a caso, coincide con il tramonto di una stagione particolarmente propositiva sotto il punto di vista progettuale, che fare se il marito beve torsun per quanto riguardava il contributo diretto alla rivalutazione e alla valorizzazione di ogni tipo di manifestazione locale nella produzione di spazio urbano.

Sotto questa prospettiva, le migliori esperienze di best practices - gli interventi di sviluppo locale promossi da agenzie internazionali - possono essere lette, pur nella loro esiguità, come effetto di un'attenzione particolare alle condizioni specifiche, ecologiche, della realtà su cui operavano.

Sorge cioè il dubbio legittimo che il successo di tali esperienze di sviluppo sia da attribuire più al ruolo decisivo delle ecologie locali che ad una reale razionalità progettuale. Questa ecologie locali rappresentano complessivamente il risultato di una che fare se il marito beve torsun di adattamenti stratificati, costitutivi dell'ambiente urbano e trascendono l'ambito strettamente economico per connotare tutti gli aspetti insediativi e sociali.

L'attenzione a queste dinamiche locali, a questa dimensione non scritta, non razionalizzata ma costitutiva dell'esperienza urbana, dovrebbe quindi esser un imperativo categorico, preliminare ad ogni tipo di approccio operativo. E infatti proprio a partire dall'interpretazione dei nessi che corrono tra processo di urbanizzazione, cambiamento culturale e sociale e produzione dello spazio urbano, che si vuole arrivare, attraverso l'analisi dell'esperienza di Libreville, che fare se il marito beve torsun definizione di un'ipotesi di inquadramento territoriale del ruolo dell'informale nello sviluppo locale.

Una prospettiva "etnografica" che permette di definire meglio che fare se il marito beve torsun peso del fattore territoriale - la sedimentazione di pratiche, abitudini e forme di vita in rapporto all'ambiente - in tutti i processi di definizione dello spazio urbano e soprattutto gli conferisce un particolare valore contingente, legato cioè all'occasionalità e alla particolare fluidità delle diverse situazioni che lo compongono: un mosaico eterogeneo reso particolarmente vivace, sincretico, reattivo e instabile dai continui flussi migratori e dalle dinamiche culturali che questi innescano.

Laddove per etnografia si vuole intendere una particolare attenzione alle interpretazioni che gli stessi attori sociali danno della realtà urbana. Le città africane, infatti, si costruiscono "da sé", attraverso l'iniziativa dei loro abitanti. La scelta insediativa quindi è più che mai una scelta individuale, riflesso delle aspirazioni di un soggetto che si affranca da un contesto culturale e spaziale definito per approdare a una nuova condizione di vita di cui vuole essere assoluto protagonista.

Partire dall'agire individuale per contestualizzarlo poi nelle diverse determinazioni oggettive della vita urbana, permette di recuperare il senso di fenomeni dall'esterno apparentemente incomprensibili.

Se, ad esempio, consideriamo un comportamento ordinario come la coltivazione di alberi da frutta sul retro della casa nei quartieri informali di Libreville, che fare se il marito beve torsun di questo fenomeno in sé banale che non tenga conto del significato che il "retro" assume nella dimensione "altra" del villaggio, finisce inevitabilmente per perdere profondità e aderenza. Riprendendo un celebre aforisma di Gregory Bateson: una mappa non coincide mai con il territorio che raffigura, ma gli eccede sempre Il legame territoriale, come risultato della disconnessione spaziale di ogni referenza culturale, provocata dalla trasposizione di forme consolidate in un contesto segnato da motivazioni differenti, assume particolare rilevanza nel caso di processi migratori.

E, data la centralità di tali processi nella costituzione delle città africane, fornisce una chiave di lettura particolare dei problemi spaziali e delle difficili relazioni comunitarie sulla scena urbana. Che fare se il marito beve torsun tratta, infatti, di un processo di continua ridefinizione e decontestualizzazione di forme che fare se il marito beve torsun vita e di esperienza locali, all'interno del quale gli individui negoziano elementi astratti, "culturali" e forme concrete, direttamente legate alle diverse tipologie insediative, al modo cioè di abitare lo spazio della città.

Da questo punto di vista, il caso specifico di Libreville in un ceto senso emblematico. Una città che, per il suo rapporto con il territorio, rappresenta la punta avanzata della modernità, incessante incubatore di cambiamenti culturali e sociali, centro materiale e simbolico dell'identità nazionale.

Questo modo allargato di interpretare i fenomeni urbani permette di comprendere meglio alcuni casi specifici di sviluppo insediativo. E' il caso della "città foresta", concetto astratto con cui si vogliono descrivere le diverse forme dell'espansione urbana e il loro rapporto con l'ambiente naturale: dall'etnicizzazione dei modi di abitare, alla bassa densità che caratterizza l'espansione nelle frange periferiche, ai "villaggi" di urbani come esempio di quella "rurbanizzazione" Lee-Smith, Sten, che conferisce alle città africane una particolare fisionomia rurale.

Proprio dall'idea complessa di città foresta occorre partire per comprendere realmente la pluralità di significati - sociali, culturali, economici e urbanistici - che cumulativamente definiscono l'informale; passaggio necessario per intercettare le dinamiche locali da implementare per la pianificazione di uno sviluppo locale autosostenibile.

La città foresta intende quindi essere soprattutto un'esplorazione delle potenzialità e delle risorse locali, troppo spesso ignorate dalla razionalità lontana, siderale, che caratterizza invece la pianificazione delle città africane.

Le migrazioni attuali attraverso la loro problematicità restituiscono allo spazio una natura poliedrica e un senso di entità necessariamente condivisa che finisce col porre un problema di non poco peso: quando svela cioè il carattere artificiale e reazionario di una stanzialità che sorregge solo identità impossibili, in quanto cioè, violenze contro la vita e i presupposti di mutevolezza che alberga. Da più parte si sottolinea con enfasi la forza esplosiva con cui che fare se il marito beve torsun demograficamente le città del cosiddetto terzo Mondo.

Paul Bairoch parla di un non troppo lontano futuro drammatico per metropoli come città del Messico, San Paolo, Bombay. Ma, se è vero che il dato quantitativo gioca molto nel paventare condizioni di vita sempre più difficili, queste in ultima analisi non dipendono solo dalla popolazione crescente che abita queste città.

Analoghe densità urbane sono già state appannaggio delle maggiori città occidentali, senza che al fenomeno venisse attribuito la stessa problematicità.

Insieme al dato quantitativo infatti si presentano tutta una serie di problemi che che fare se il marito beve torsun tanto la struttura delle società urbane storicamente determinate quanto il ruolo dominante della città rispetto al territorio circostante.

Il processo di urbanizzazione nel terzo mondo è un fenomeno che comporta sicuramente una certa importanza quantitativa ma, allo stesso tempo, pone non pochi problemi di inquadramento e di trattamento sotto il profilo qualitativo in quanto mette in mostra le conseguenze di una discontinuità, tipica della modernità, tra società locale e quel che A. Ma, sono proprio i maggiori elementi di crisi che fare se il marito beve torsun pianificazione modernista, trasversali ai due mondi, che portano alla rivalutazione delle forme di integrazione tra società locale e dispositivi moderni.

Forme di integrazione che sono per lo più esiti di processi non pianificati, fenomeni spontanei. IV, Nuovi punti di che fare se il marito beve torsun dalla Copperbelt, pp. Si veda Giddenspp. Caratteristica che come evidenziano diversi autori, sembra essere un tratto comune ad ogni diversa manifestazione della società locale in ambito economico Sachs La dimensione del fenomeno nel terzo Mondo invece rientra male in questo ruolo residuale, specie se vi si riconosce il carattere di risorsa e di campo di visibilità del capitale 3 Si veda il resoconto che ne dà Bagnasco a partire dalla lettura comparata delle posizioni di F.

Fukuyama, R. Queste discontinuità costituiscono perlomeno il suo campo di espressione. Nuovi assetti in cui la mobilità diventa Putnam e J. Coleman, in BagnascoSpecialm. E su questi presupposti emergono tipologie urbane che indeboliscono il loro rapporto con lo spazio, dove la sostenibilità sociale impone strategie insediative che rinviano la questione abitativa e la saldatura tra soggetto sociale e spazio.

Si veda Squillacciotti La questione etnica, ad esempio, connota molti di questi processi come le relazioni sociali primarie, la famiglia allargata, il ruolo della donna. Resta il fatto che condizioni generali macroeconomiche e politiche spingono che fare se il marito beve torsun la disaggregazione di ogni tipo di azione unitaria, lo scioglimento cioè di ogni legame sociale come premessa al conseguimento di un successo che si prefigura solo in quanto individuale.

Un campo arduo per il community building. E, di conseguenza, a livello di insediamento, la scarsa regolazione degli spazi e delle strutture collettive dimostra, di fatto, una disaffiliazione a collettivo. Se infatti, nei migliori dei casi si possono osservare dei buoni risultati circa la cura della casa o dello spazio privato, le condizioni ambientali complessive degli insediamenti presentano generalmente una certa anarchia e una pessima tutela.

Il risultato di questo fenomeno è la crescita sostenuta della popolazione urbana e del tasso di urbanizzazione di molti paesi africani a Sud del Sahara, a fronte di tassi di crescita delle popolazioni nazionali tutto sommato contenuti.

In realtà, il criterio che orienta questo tipo di interventi, risente di una contraddizione più generale, che come tale non riguarda solo la gestione urbanistica dei problemi sociali. Infatti, al di che fare se il marito beve torsun del singolo bisogno espresso, le carenze rilevate esprimono alla base una logica e un processo di sviluppo distorti.

Una società urbana alimentata da flussi continui di popolazioni inurbate, 7 Venditore di carne grigliata e tagliata a pezzetti negli angoli di strada.

Insomma, a che tipo di identità appellarsi per giungere alla presa in carico della cura e della gestione dello spazio collettivo e del rapporto comunitario? Comunità urbana e identità mobili. Questi quartieri sono stati considerati nella letteratura come luoghi in cui il disagio morfologico e fisico veniva in qualche modo compensato dalla ricchezza dei rapporti sociali e dalla solidarietà che si instaurava.

La scala sociale dentro il matiti è viva e dinamica e la concorrenza è agguerrita. Se i ruoli sembrano chiari e le figure sociali e economiche riconoscibili, il passaggio da un ruolo ad un altro, da un mestiere a un altro è assolutamente fluido.

Le relazioni diventano instabili e coinvolgono anche gli stessi nuclei famigliari che finiscono per disfarsi con grande facilità, con tutti i problemi connessi: fragilità della donna, bambini di strada, ecc.

In particolare possiamo ritrovare queste espressioni di legame territoriale in manifestazioni legate alla sfera che fare se il marito beve torsun come il matrimonio, il lutto, i festeggiamenti e i rituali che si accompagnano di solito dalla consumazione di carne da caccia, e di essenze e verdure raccolte nella foresta. Anche a Libreville, si riscontra una tipica articolazione dei quartieri informali in centrali e periferici.

Centrali, presso le fasce 8 Trefon, T. Parallelamente, ai margini della città, nelle sue zone di espansione, troviamo un sempre più sostenuto connubio tra residenza e pratica della coltura di frutta e verdura destinate al mercato urbano. Questi pescatori sono quasi sempre immigrati, ex cittadini che ripiegano in pratiche produttive direttamente connesse alla sostenibilità della vita urbana.

Riprendendo Saskia Sassen, la città è impregnata dalla nuova economia globale. Tanto sono redditizie le funzioni immateriali quanto è maltratta questa economia concreta. Il quadro delineato da Saskia Sassen riguarda prevalentemente le città post-industriali occidentali, ma i caratteri generali che emergono dalla sua analisi descrivono, sia pure in maniera indiretta, la condizione di fondo delle città terzomondiali.

E non è raro imbattersi dentro al matiti in qualche manierismo architettonico mal digerito, magari a manifestare il sogno ad occhi aperti del proprietario di trasformare la sua casa in chateau. La città è sorretta da relazioni sistemiche, difficili da interpretare nella loro mera lettura morfologica e fisica, ma assolutamente tangibili sotto che fare se il marito beve torsun profilo socioeconomico.

La città informale e i grattacieli che ne costituiscono lo sfondo sono, per via dello loro compresenza spaziale e della frontiera non sempre netta che li separa - come nel caso di Libreville - frutti di uno che fare se il marito beve torsun dispositivo di regolazione dello spazio urbano, sia sotto il profilo socioeconomico che su quello urbanistico.

Un dispositivo che porta al fallimento della maggioranza della popolazione urbana a fronte del successo di una esigua minoranza, la cui narrazione non potrebbe essere diversa da quella di un esproprio di territorio. Tali comunità si forgiavano anche in rapporto ad un luogo che ne fungeva da scena. In questa prospettiva, le comunità esistono su un che fare se il marito beve torsun in cui lo spazio e la città non sono più decisivi Anderson Lo stesso carattere locale e le particolarità che le città possono presentare vengono inquadrate entro una logica di marketing, quel tanto che basta per non essere percepiti come ostacoli al flusso globale.

Su questi parametri infatti si misura la stessa performance richiesta alle città terzomondiali dai programmi di aggiustamento strutturale del Fondo Monetario Internazionale: rigido controllo dei bilanci, taglio della spesa sociale, privatizzazione delle società statali, disimpegno dello stato nei settori produttivi, ecc.

La polarizzazione spaziale e socioeconomica già presente in queste città viene quindi accentuata dal carattere pervasivo della nuova economia. La bidonville, già espressione di uno stato di esclusione, tende a riprodursi e a introdurre al suo interno ulteriori livellamenti, rendendo improbabile una ricostruzione del legame comunitario che non colga la profondità delle sue differenziazioni. In effetti come suggerisce Giddens, le comunità, seppure disciolte nello spazio, continuano ad esistere nonostante tutto.

Un nuovo tipo di comunità basata sulla capacità e sulla libertà di scelta che la condizione riflessiva della modernità permette di sviluppare individualmente. La libertà di scelta ci porta a considerare comunità siffatte alla stregua di associazioni di interessi svincolati dallo spazio. La bidonville come paradigma.

Engels: la Londra e la Manchester industriali ottocentesche. Inoltre, tali ubicazioni registrano la più alta concentrazione di capi famiglia donna, segno evidente di una condizione sociale difficile. IV sullo studio di caso ; habitat popolare, ponendo in rilievo il difficile accesso alle risorse materiali e politiche minimali da parte delle popolazioni Durand-Lasserve lo stesso indicatore in chiave marcatamente socioeconomico è ripreso da Fournel, per il caso di Haiti Fournel