Sindrome di astinenza di amitriptilin

Hunziker e la setta: “Ho praticato 4 anni di astinenza sessuale” (2^ parte) - Domenica In 17/12/2017

Gocce da dipendenza alcolica senza la conoscenza del paziente la lista

Dopo un periodo particolarmente duro, quattro anni fa, in cui comincia a soffrire di un forte stato di ansia, in aggiunta ai medicinali per trattare il disturbo, il suo medico le dà dei farmaci antidepressivi. Ma si sente sempre peggio e decide di smettere. Come migliaia di pazienti che si ritrovano a raccontare le loro esperienze nei forum su Internet, o ai pochi psichiatri che danno loro qualche credito, L. Possibile che nessuno se ne sia accorto?

Possibile che, anche al di fuori degli studi clinici, medici e psichiatri non si siano imbattuti, nella pratica quotidiana, nei sindrome di astinenza di amitriptilin riferiti dai pazienti? Un successo con tante ombre Per sbrogliare la matassa di questa storia intricata bisogna partire da lontano. Poco più tardi, nelcomparvero sul mercato gli antidepressivi chiamati triciclici per la loro struttura chimica a tre anelli, usati fino a gran parte degli anni Ottanta. Come ha scritto lo psichiatra Allen Frances, erano medicine user friendlyadatte a un mercato di consumatori di massa.

La fluoxetinaquesto il nome della molecola, fu prescritta fin da subito a milioni di persone. Sono gli anni del boom. Sui media se ne parla solo bene. Tra gli specialisti cominciano a essere notati alcuni effetti collaterali e qualche problema. Ma del resto lo stesso succede per molti altri farmaci, al momento di scalare le dosi e smettere di assumerli, e le difficoltà sembrano davvero minime, a fronte degli effetti miracolosi nella cura della depressione.

Oggi, i medicinali antidepressivi sono uno degli strumenti, insieme agli interventi non farmacologici come la psicoterapia, nella cura dei sindrome di astinenza di amitriptilin depressivi. Finita la mitizzazione, e passata anche la fase del pregiudizio nei loro confronti che siano un incoraggiamento a risolvere con la chimica problemi esistenziali o addirittura della demonizzazione che non siano più utili di una pillola di zucchero o che possano indurre al suicidio sono considerati farmaci abbastanza efficaci nel trattamento delle forme gravi di depressione funzionano in non più del 60 per cento dei casi, e sono in grado di diminuire il rischio di suicidio, sindrome di astinenza di amitriptilin nei pazienti più anzianima inefficaci nelle forme lievi, o addirittura problematici o controindicati nel caso di alcuni disturbi mentali diversi dalla depressione.

Tanto che la cosiddetta sindrome da astinenza è quasi sconosciuta non solo ai medici, ma non molto studiata perfino nella letteratura scientifica. A quei primi report seguono altre segnalazioni, sempre più concordi e circostanziate. Sindrome di astinenza di amitriptilin anche sindrome di astinenza di amitriptilin primi studi controllati, e la problematica emerge con maggiore chiarezza. Ma soprattutto che, anche fra i sintomi psicologici, i pazienti ne accusano di nuovi, mai avuti prima, rispetto a quelli che avevano portato alla diagnosi iniziale.

Dalla revisione, realizzata sindrome di astinenza di amitriptilin gruppo di Fava, che è anche direttore della rivista, emerge questa volta una descrizione un poco più chiara della sindrome: i sintomi si manifestano a distanza di pochi giorni dalla sospensione degli SSRI, e sindrome di astinenza di amitriptilin alcune settimane. Gli autori raccomandano inoltre di aggiungere questa classe di farmaci alla lista di quelli potenzialmente in grado di provocare dipendenza sindrome di astinenza di amitriptilin sintomi da astinenza, al pari di medicinali famigerati per questo effetto, come le benzodiazepine o i barbiturici.

Sullo stesso numero della rivista, compare un articolo in cui il farmacologo Guy Chouinard della McGill University in Canada, sulla base dei dati esistenti, classifica le varie forme di sindrome da astinenza, con la loro durata e i loro effetti.

Il primo è sperimentato dalla maggioranza delle persone che smettono di prendere un farmaco antidepressivo e consiste prevalentemente in sintomi fisici — malessere di tipo influenzale, palpitazioni, insonnia, diarrea — che non hanno niente a che vedere con la patologia iniziale, e che durano solo alcuni giorni.

In una percentuale di casi, infine, questo stato di malessere si prolunga per mesi, o addirittura anni. Un male necessario Nella comunità degli psichiatri questi dati e queste evidenze sono poco conosciute o, se lo sono, non sempre vengono accettate. Secondo una ricerca pubblicata pochi mesi fa da due ricercatori delle università di Zurigo e Salisburgo, e basata su un sondaggio svolto tra medici universitari, la dipendenza fisica dai farmaci antidepressivi non esiste, e i sintomi che si manifestano alla cessazione della terapia sono benigni e riguardano solo una minoranza di pazienti.

Per la maggioranza degli specialisti, il fenomeno non ha seria rilevanza. Oppure interpretato come una ricaduta. È iniziato il tam tam dei pazienti, che su forum come Surviving antidepressants o The Withdrawal Projectdiscutono, accumulano dati e si scambiano consigli di strategie su come scalare i farmaci da cui dicono di sentirsi fisicamente dipendenti. Sindrome da sospensione o da sindrome di astinenza di amitriptilin Vedute apparentemente inconciliabili.

La sindrome da astinenza infatti è quella provocata dalle sostanze che causano dipendenza, fenomeno drammaticamente noto e stigmatizzato a livello sociale. La manovra era dunque di evitare qualunque assimilazione tra droghe e antidepressivi. In quel periodo, è improbabile che si sviluppi una dipendenza significativa, o sindrome di astinenza di amitriptilin si riesca a farla emergere con la metodologia e i criteri statistici più comunemente utilizzati.

In teoria dovrebbero servire per trattare sindrome di astinenza di amitriptilin gravi di depressione. Il lato più problematico della questione è proprio questo. Proprio perché hanno avuto finora fama di farmaci con scarsi effetti collaterali, è facile che, alla fine, i pazienti finiscano per assumere anche per periodi di tempo molto lunghi terapie concepite inizialmente come un supporto farmacologico di durata breve o media, non certo per un uso quasi cronico.

Soprattutto negli Stati Uniti, questo è un fenomeno ormai molto diffuso. Un tasso quasi raddoppiato dale più che triplicato rispetto al Estrapolando i dati, significa che in un anno, circa due milioni di italiani, il 6 per cento della popolazione, ricevono una prescrizione di antidepressivi.

Negli Stati Uniti, secondo gli ultimi dati del National Center for Health Statistics, li assume quasi il 13 per cento. Gli autori chiedono infatti che le linee guida per la prescrizione di questi farmaci siano aggiornate in modo da tenerne conto, e che i pazienti siano debitamente informati.

Almeno in Gran Bretagna, in questi ultimi mesi, il dibattito è partito. E, su questo concordano tutti, avvertire i pazienti di possibili problemi alla sospensione, valutare insieme ai diretti interessati il rapporto costi-beneficio. E in cui dello stesso problema si costruiscono narrative diverse o addirittura opposte.

Studi più approfonditi e dati più solidi aiuteranno ad orientarsi su quale delle due sia più veritiera. La sindrome da dipendenza dagli antidepressivi è il capitolo più recente di una lunga storia, per ora senza un finale. Share Share. I più letti del mese. Franco Palazzi. Jonathan Zenti. Anna Meldolesi. Agnese Codignola. Emanuele Sindrome di astinenza di amitriptilin Perale.

Graziano Graziani. Argomenti medicina salute.