Psicosi alcoliche la carta su psichiatria

CONOSCERE LA PSICHIATRIA CON PAOLO GIRARDI Alcolismo

Se ha la dipendenza di alcolizzato di prova

Tesi di Laurea di Federica Manieri Il mosaico nella terapia della schizofrenia: l'esempio "Il Faro psicosi alcoliche la carta su psichiatria Anzio", mosaico murale prodotto nel contesto di un trattamento psichiatrico al D.

Introduzione al progetto Come appreso durante le interviste ai collaboratori che hanno psicosi alcoliche la carta su psichiatria in questo progetto, e grazie ai diari tenuti al tempo, sono venuta a conoscenza che la produzione dell'opera murale musiva "Il Faro di Anzio", delin esposizione permanente al Parco Manaresi di Aprilia, è stata sostenuta dall'Amministrazione Comunale di Aprilia che intendeva investire in interventi socio-assistenziali, ed è stata condotta dal Primario Psichiatra del D.

L'obiettivo manifesto era la progettazione ed esecuzione di un mosaico; invece la finalità psichiatrica era la verifica delle capacità residue, sotto il profilo socio-relazionale, in pazienti cronici del Centro di Salute Mentale, attraverso la realizzazione di un compito complesso, con intenti socio-riabilitativi.

La creazione del mosaico si è protratta per 9 mesi, con frequenza bisettimanale ed un numero totale di 72 sessioni di 3 ore ciascuna, ed è stata supportata dalla tecnica della Gruppoanalisi applicata, che ha favorito l'assoluta libertà di ideazione ed espressione da parte di tutti i soggetti ed ha consentito lo sviscerarsi di emozioni e contenuti inconsapevoli, rimossi o repressi. L'opera infatti è stata concepita all'interno del gruppo dalla sua nascita dai bozzetti disegnati su carta fino alla sua risoluzione la produzione vera e propria del mosaico ed è stata interamente e liberamente ideata dai soggetti attraverso l'interazione delle loro menti.

Il contributo del Maestro Mosaicista Brando è stato un supporto tecnico volto a consentire, con la tecnica del mosaico, la realizzazione plastica delle idee creative che appartengono completamente ai membri del gruppo escludendo rigorosamente qualsiasi intervento direttivo artistico.

La composizione del gruppo Il gruppo di lavoro era costituito da 16 persone ed era composto da otto normodotati prevalentemente personale di assistenzae otto pazienti in trattamento psichiatrico per patologia psicotica, due dei quali con patologia ad insorgenza in età evolutiva; la partecipazione al gruppo è stata spontanea, unicamente basata sulla motivazione a partecipare e caratterizzata dalla presenza di un diverso grado d'integrazione con differenze di età, sesso, ruolo e stato sociale, cultura e integrità psicofisica.

Come documentato dalle psicosi alcoliche la carta su psichiatria compilate dagli operatori, presento di seguito l'elenco dei pazienti attivi nel progetto che per motivi di privacy psicosi alcoliche la carta su psichiatria catalogati con nomi fittizi nota 1 : 1 Gaetano Diagnosi: psicosi dissociativa cronica.

Sintomi prevalenti: mutacismo, indolenza, episodi confusionali. Terapia: trattamento con psicofarmaci a dose minima efficace di aloperidolo con interventi di antipsicotico depot nei psicosi alcoliche la carta su psichiatria di crisi.

Compliance: scarsa. Sintomi prevalenti: disordine del comportamento, bizzarrie, insonnia, agitazione psicomotoria, acting out aggressivi, tendenza all'abuso di alcolici quale automedicazione, vissuti persecutori, enuresi. Terapia: farmacologia con antipsicotici ad alte dosi. Compliance: nessuna a livello farmacologico, più collaborante negli interventi riabilitativi.

Nessuna consapevolezza di malattia se non di fronte all'evidenza dei ricoveri che si rendevano via via necessari. Sintomi prevalenti: comportamenti psicosi alcoliche la carta su psichiatria in situazioni di crisi con elementi dissociativi probabilmente connessi ad abuso saltuario di sostanze, nei periodi intercritici comportamenti indolenti con scarsa costanza negli impegni. Terapia: faramcologica durante la crisi, trattamento psicoterapico individuale e sistemico- familiare.

Compliance: buona, con consapevolezza di malattia. Sintomi prevalenti: ostinazione comportamentale derivante da ragionamenti non adeguati alla realtà.

Terapia: farmacologica sedativa secondo necessità, inserimento in attività riabilitative. Sintomi prevalenti: ossessioni rituali, insonnia, forti limiti alla vita di relazione, farmacodipendenza. Terapia: farmacologica, sedativa ed antidepressiva. Trattamenti psicoterapici e riabilitativi. Compliance: apparentemente ottima. Sintomi prevalenti: insonnia, tremori, ideazione interpretativa e disordine metabolico da abuso di eccitanti.

Terapia: farmacologica con ansiolitici e sedativi. Compliance: scarsamente affidabile ma consapevole di malattia. Sintomi prevalenti: manierismi e stereotipie, perseverazione. Terapia: farmacologica con antipsicotici.

Compliance: buona. Sintomi prevalenti: mutacismo psicosi alcoliche la carta su psichiatria. Terapia: farmacologica con antipsicotici e riabilitativa. Compliance: scarsissima. Presentazione del gruppo di lavoro. Nascita della Gup Art L'opera murale musiva "Il Faro di Anzio" è stata la terza di quattro, realizzate nel contesto dell'attività socio riabilitativa al D. La Gup Art si è sviluppata nel come un gruppo creativo naives di apprendimento e ricerca con psicosi alcoliche la carta su psichiatria 30 allievi mosaicisti coordinati dalla Psichiatra Direttore del D.

L'esperimento della Gup Art è nato con scopi sociali ed ha sperimentato creazioni a mosaico guidate con tecniche psicologiche di Gruppoanalisi applicata. Infatti, il Dipartimento di Salute Mentale aveva predisposto, prima dell'inizio del progetto "Il Faro psicosi alcoliche la carta su psichiatria Anzio", un'attività di risocializzazione attraverso gite dedicate ad un gruppo di circa dieci pazienti con diverse patologie tutti inviati dal servizio materno-infantile.

La pratica di queste uscite era volta a dare stimolazioni o occasioni di confronto con realtà ambientali non abitualmente frequentate. Infatti la quotidianità della vita di relazione di questi pazienti era prevalentemente casalinga, senza frequentazione di scuole, corsi, lavoro, o attività in genere. E' durante una di queste gite, che un gruppo di pazienti si è imbattuto in un incontro casuale con il Maestro Mosaicista Brando, all'opera nella piazzetta di Castel Gandolfo in un contesto esperenziale.

Ma mentre la prima sperimentazione è stata effettuata con il fine di occupare semplicemente il tempo dei pazienti con qualcosa che li faceva stare in tranquillità, già il secondo lavoro fu condotto con scopi e mezzi ben diversi; difatti la conduzione richiesta al personale d'assistenza era un'osservazione partecipata, che psicosi alcoliche la carta su psichiatria vita ad una parità inusuale tra i membri. Nel progetto successivo, si è mirato a lasciare molta più autonomia ai pazienti anche nelle scelte operative, ed è su questa linea di pensiero che si sviluppa il progetto "Il Faro di Anzio"; si sceglie di utilizzare la tecnica della Gruppoanalisi per la conduzione del gruppo e viene stipulato un accordo con il Comune di Aprilia, per esporre l'opera musiva a decorazione permanente del muro perimetrale di cinta del Parco Manaresi ivi situato.

E' a partire da questo momento che nasce la volontà del gruppo in trattamento di esporsi al pubblico non come pazienti, ma come persone normali. Pur se con qualche riserbo iniziale, viene loro accordato questo desiderio, e anche durante l'inaugurazione del mosaico nel Parco Manaresi, sulla targa affissa accanto all'opera non compare alcun riferimento. Dimostrazione questa di una particolare sinergia tra il Comune di Aprilia e la U.

Progettazione dei disegni Come riferiscono gli operatori nelle interviste riportate in appendice, il primo passo per la costruzione del mosaico "Il Faro di Anzio" è stato l'ideazione del soggetto da rappresentare, realizzato con contributi provenienti da tutti i membri del gruppo che hanno espresso la loro creatività in estrema libertà. Ma la produzione dei disegni non si è avvicendata in maniera regolare e fluente sin dall'inizio, infatti, come mostra anche la documentazione fotografica, molti dei pazienti hanno avuto lo shock del bianco, ossia di fronte al foglio nitido, non sono riusciti a produrre alcuna rappresentazione.

Il momento critico è stato superato grazie alla proposta del Maestro Mosaicista Brando di psicosi alcoliche la carta su psichiatria i pazienti all'aperto si sono recati ad Anzio - nota 2 e farli disegnare in tale contesto, piuttosto che all'interno di una stanza priva di stimoli ambientali e sensoriali.

Notiamo a questo punto una sostanziale differenza tra i pazienti e gli operatori, i quali non hanno subito lo shock del bianco, ma hanno contribuito con disegni sin dall'inizio.

Evoluzione dei disegni Come possiamo constatare anche dalla documentazione fotografica, i primi disegni dei pazienti erano piccolissimi e come ha riportato il Maestro Mosaicista Brando nell'intervista "erano grandi come un francobollo" nota 3. Di seguito ho inserito la foto di uno dei primi disegni prodotti durante questa esperienza, per sottolineare il cambiamento e il miglioramento espressivo dei pazienti nel corso dello svolgimento del lavoro.

Il seguente disegno appartenente al paziente Enzoche a parere della maggioranza sembra essere un rudimentale schizzo che rappresenta un simbolo fallico, a detta dell'autore invece, raffigurava una vipera. Seguendo l'evoluzione dei disegni notiamo indubbiamente il concomitante miglioramento e perfezionamento delle capacità espressive e grafiche dei pazienti, che testimonia il loro avanzamento in un percorso evolutivo interno: una maggiore acquisizione di consapevolezza di sé psicosi alcoliche la carta su psichiatria delle proprie capacità, ed esterno: una maggiore attitudine al disegno e quindi migliore qualità nelle produzioni grafiche.

A questo proposito ho scelto due fotografie di disegni di uno stesso paziente Gianni per dimostrarne l'evoluzione. Mentre nella prima foto proposta, che ritrae il paziente all'opera, vediamo un disegno che rappresenta una casa con paesaggio circostante, svolto tracciando poche e semplici linee essenziali, nella seconda invece vediamo che la casa si arricchisce di dettagli e particolari, trasformandosi in faro, che bene esplicita la maturazione delle capacità grafiche, data la sua complessità.

Al termine di questa fase preliminare dopo che ogni componente del gruppo, compresi gli operatori, psicosi alcoliche la carta su psichiatria collaborato nella produzione artistica, proponendo più di un disegno a testa, si è passati alla scelta delle raffigurazioni da inserire nel mosaico. L'unico limite spaziale a questo punto era la dimensione del cartone di due metri per quattro attaccato al muro, sul quale venivano proiettati i disegni, e psicosi alcoliche la carta su psichiatria quale venivano ricalcati i disegni stessi: è per questo motivo che l'opera compiuta ha tale grandezza.

Riporto di seguito le parole del Mosaicista Brando mentre riferisce lo stato emotivo di base durante la suddetta fase di lavorazione: "Questo è stato un momento di singolare tensione, perché erano talmente scioccati nel vedere i loro disegni proiettati sul cartone enormemente ingranditi, che si sono inibiti a tal punto da non voler alzarsi per andare a ricalcarli, ed uno di loro è scoppiato perfino in un gran pianto". Nel Maestro Brando prevaleva il timore e la paura dell'emotività dei pazienti, tanto da essere più colpito da tale reazione; mentre per la Dottoressa Meoni un evento del genere, essendo alla portata di tutti i giorni, è stato superato con maggiore noncuranza, proprio perché caratteristico della sua quotidianità lavorativa.

D'altro canto, anche la Dottoressa Meoni ha riferito che durante la scelta dei disegni da includere nel mosaico, c'è stata un'iniziale difficoltà che ha portato i pazienti a rimanere più silenziosi; fino a che si è verificato un episodio psicosi alcoliche la carta su psichiatria li ha sbloccati, permettendo loro di padroneggiare meglio la situazione e prendere le decisioni in libertà.

La sua preoccupazione principale infatti era la dipendenza passiva dei pazienti dal leader in questo caso ne erano presenti due: la Meoni e Brando, che per la sua qualità di artista faceva da mediatoretendenza spontanea sempre presente all'interno dei gruppi, e che è stata risolta con una specie di psicodramma.

La contestazione piuttosto vivace e soprattutto non progettata precedentemente, ha aperto una reale discussione tra i due, fino a quando il Maestro Brando non ha spiegato alla Dottoressa Meoni che il suo disegno era errato rispetto alla prospettiva, perché tutto il gruppo aveva immaginato l'opera vista dal mare verso la terra, mentre lei aveva disegnato una balconata, ponendo il suo punto di osservazione al contrario dell'intero gruppo, cioè dalla terra verso il mare. Anche se l'unica voce preponderante era stata quella del Maestro Brando, si capiva che tacitamente il gruppo nella sua totalità, pur non essendosi esposto, appoggiava la sua scelta.

Infatti Brando, pur non essendo un conduttore direttivo, forse agli occhi dei pazienti che lo avevano conosciuto, come mosaicista, durante una dimostrazione in piazza, poteva aver stimolato l'idea del vero leader da seguire e al quale obbedire e prestare ascolto.

Questo lavoro, come ho già anticipato, è stato svolto grazie all'ausilio del proiettore: i disegni venivano proiettati ingranditi sul cartone, e i pazienti con la matita li ricalcavano direttamente sul pannello che avrebbe poi costituito la base per la costruzione del mosaico. Riporto qui di seguito una delle foto scattate durante il lavoro, mentre i pazienti ricalcavano i disegni direttamente sul cartone affisso al muro. Esecuzione del mosaico Nonostante i timori avanzati da alcuni, nell'ambito del D.

A questo proposito è stata sorprendente la costanza del paziente Salvatore, che ricordiamo avere un disturbo dello spettro autistico e che tra i sintomi prevalenti riportava manierismi e stereotipie; essendo affetto dalle cosiddette "mani da ostetrico", a causa della rigidità costretta delle sue mani, gli risultava difficile maneggiare le piccole tessere di mosaico o utilizzare gli utensili necessari al lavoro, ma con fare quasi indifferente nei confronti della sua stessa malattia, ha continuato ad adoperarsi in maniera attiva, anche nel lavoro del taglio con la trancia.

Preparato il materiale, l'intero gruppo si è avvicendato nella giustapposizione delle tessere andando ad operare su immagini non necessariamente di propria produzione, dimostrando capacità nell'interazione di gruppo ed abilità nel collaborare portando a termine un lavoro iniziato da un altro soggetto.

Chiaramente il materiale è stato acquistato economicamente dall'azienda sanitaria, la scelta cromatica psicosi alcoliche la carta su psichiatria stata legata al tema del mosaico, ma il momento operativo di incollaggio delle tessere nella selezione delle sfumature da usare di volta in volta è stato lasciato alla libertà decisionale dei singoli pazienti, senza l'intervento del personale d'assistenza, seguendo le regole della tecnica gruppoanalitica nell'affrontare e risolvere i problemi.

Al termine della costruzione del mosaico è stato necessario ricorrere alla competenza di un fabbro che ha sigillato il telaio e lo ha saldato all'interno con una rete di ferro; successivamente è stata eseguita la gettata di cemento, atta a fornire il supporto necessario e che, dopo essersi essiccato e consolidato, ha permesso di rivoltare il mosaico secondo il metodo indiretto usato nella costruzione musiva, offrendo a chi guarda il lato opposto rispetto a quello dell'esecuzione.

In seguito, dopo esser stato girato, il mosaico è stato pulito nelle sue cavità tra una tessera e l'altra, al fine di garantirne la visibilità e il colore. Immaginiamo psicosi alcoliche la carta su psichiatria dopo tanto estro e immaginazione utilizzati per la progettazione e costruzione del mosaico, questa seconda fase del lavoro deve essere stata arida e noiosa, tanto che poteva essere svolta anche in maniera molto più grossolana; invece come riportato dagli operatori, i pazienti erano talmente entusiasti nel vedere la loro opera finalmente completa, che tutti quanti insieme, affiatati, hanno lavorato muniti di scalpellini con una precisione oltre la normale aspettativa in ambito artistico professionale o dilettantistico.

Il risultato è stato eccezionale, sopra ogni previsione. Come riporta nell'intervista la Dottoressa Maria Rosa Franco, che aveva in cura alcuni dei pazienti che hanno partecipato al progetto, il giorno dell'esposizione dell'opera al pubblico, è emerso chiaramente l'orgoglio dei pazienti di essere stati partecipanti attivi, e la volontà di esporsi come i protagonisti dell'evento, tanto che uno dei soggetti ha chiesto con enfasi di prendere la parola al microfono, psicosi alcoliche la carta su psichiatria testimoniare pubblicamente la sua presenza come autore del mosaico.