Quello che è se gli antibiotici di bere di arresto

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Cure Palliative alla fine della vita. Una guida per chi si prende cura di persone con malattia di Alzheimer o altre patologie cerebrali degenerative. Testi a cura di:. Chantal Quello che è se gli antibiotici di bere di arrestoinfermiera, Ph. Traduzione di: Teodoro Spadin. Revisione quello che è se gli antibiotici di bere di arresto adattamento testi di: Franco Toscani. Progetto grafico e impaginazione di Fantigrafica. Si ringraziano:.

Antonio Auricchio e Maurizio Buscarino che hanno collaborato e partecipato concedendo le foto. Dante Tassi per la realizzazione fotografica. Fantigrafica di Palmiro Fanti - Cremona, per la generosa collaborazione professionale.

Daniele Villani - RSA Fondazione Sospiroche ha messo a disposizione del progetto la sua sensibilità, competenza ed esperienza. Questa guida è destinata a chi assiste le fasi avanzate e terminali di un. Questo gli. Di conseguenza, quando insorgono delle complicazioni o dei. Lo scopo di questa guida è darvi le informazioni essenziali per poter. Anche in questa fase, infatti. Noi speriamo che queste informazioni vi possano essere utili e vi infondano. Nelle fasi terminali della vita, due sono i problemi principali: la quello che è se gli antibiotici di bere di arresto ad alimentarsi e le ripetute infezioni.

Il malato spesso rischia di soffocare perché il cibo entra nella via sbagliata. In particolare, succede che saliva e cibo entrino nei polmoni invece che nello stomaco, causando accessi di tosse e difficoltà nel respiro. Anche quando la polmonite risponde alle terapie e guarisce, è quasi inevitabile che si presenti di nuovo se il malato continua ad aver problemi di deglutizione.

Inoltre, proprio perché non riesce a deglutire, il paziente perde peso e diventa sempre più disidratato, in altre parole avrà un sempre minor volume di liquidi nel suo corpo.

Tuttavia, nella fase terminale, alcune persone, di deglutire, si rifiutano proprio. Esistono diversi modi per far fronte a questo tipo di difficoltà. Per arricchire la dieta o semplicemente per saziare il paziente, si possono usare diversi tipi di integratori alimentari tipo Meritene, Fortimel, Ensure, ecc. Questi integratori sono in genere graditi e possono sostituire una parte del pasto. Tuttavia, quando la malattia avanza, questi rimedi risultano sempre meno efficaci.

A questo punto il problema è se continuare quello che è se gli antibiotici di bere di arresto fornire cibi e liquidi al paziente per via orale, o se somministrarglieli per mezzo di una pompa elettromeccanica tramite un sondino inserito direttamente nello stomaco. Questo sistema è certamente utile per pazienti che sono ancora lucidi, con una qualità di vita ancora discreta o che abbiano la possibilità di recuperare le proprie abitudini alimentari dopo un periodo di riabilitazione.

Invece, quando la malattia è arrivata ad uno stadio avanzato, questo tipo di approccio non è consigliabile per i seguenti motivi:. Questo perché polmoniti ab ingestis si verificano comunque, anche in persone nutrite tramite sondino. Per questi motivi non è consigliabile inserire sondini per introdurre alimenti, utilizzando o meno sistemi complessi come le pompe elettromeccaniche, in chi è in condizioni tali da non far realisticamente prevedere un qualche miglioramento; nè, tantomeno, in coloro che da queste procedure è probabile che possano ricavare più disturbi che giovamento.

Questa è una procedura non agevole e sempre piuttosto fastidiosa, da valutare quello che è se gli antibiotici di bere di arresto per caso.

Per migliorare il comfort del malato, in qualche caso potrebbe essere utile la somministrazione di ossigeno. Se compare febbre e, se il quadro clinico fa ritenere che si sia sviluppata una polmonite, è possibile che il medico prescriva un antibiotico. Tuttavia, come si è già detto, quando si è in uno stadio avanzato, le probabilità di guarire da una polmonite sono scarse, mentre quello che è se gli antibiotici di bere di arresto molto probabile che questa si ripresenti nuovamente poco tempo dopo.

Ogni situazione, comunque, deve essere attentamente valutata caso per caso. Trasferire una persona in stadio avanzato di malattia è spesso causa di grande stress. Per questi motivi il trasferimento in un reparto ospedaliero dovrebbe essere fatto solo in casi di assoluta necessità e durare il minor tempo possibile. Il motivo per cui ci si pone questa domanda è che la maggior parte delle RSA non è attrezzata per eseguire la rianimazione cardiopolmonare CPR.

Tuttavia, per capire i termini del problema, immaginiamo che il paziente sia invece ricoverato in un luogo dove le apparecchiature necessarie per la CPR ci siano. Ma la CPR sarebbe appropriata in tali circostanze? La maggioranza dei medici concorda nel sostenere che questo genere di manovre, a questo tipo di malati, facciano più male che bene. Innanzitutto, la possibilità di rianimare una persona in condizioni generali tanto compromesse è estremamente limitata. Inoltre, il rischio di causare danni al paziente è molto elevato ad esempio, è quasi inevitabile provocare fratture alla gabbia toracica.

Infine, più tempo il malato rimane in arresto cardiaco, più cresce la probabilità che dopo essere rianimato resti in coma per il resto dei suoi giorni. Questi sono solo alcuni dei tanti motivi per i quali non è consigliabile la CPR in malati con patologie degenerative cerebrali in stadio avanzato. È quindi assolutamente necessario che medici e famigliari trovino il tempo per parlare apertamente di questo problema.

La cosa migliore sarebbe che tra equipe curante e quello che è se gli antibiotici di bere di arresto si fosse instaurata una buona e solida relazione da ben prima che il malato giungesse allo stadio terminale. I famigliari in genere si sentono tanto più tranquilli quanto meglio sono stati quello che è se gli antibiotici di bere di arresto e quanto più il loro punto di vista è stato accolto in precedenti occasioni.

La legge italiana stabilisce che le decisioni mediche relative allo stato di salute di un cittadino possano essere prese solo da lui medesimo. Il suo consenso deve essere informato e fornito volontariamente e senza costrizioni: chi rappresenta il paziente deve essere a conoscenza delle diverse possibilità di trattamento e non deve avere la sensazione che le scelte gli vengano imposte. In mancanza di rappresentanti legali, di fatto, tali decisioni competono al medico. Il famigliare non ha alcun ruolo giuridico per accettare o rifiutare una proposta medica, a meno che, appunto, non sia stato nominato tutore o amministratore di sostegno.

Non dovete mai esitare a comunicare al medico i vostri dubbi e problemi. Quando incertezze e domande restano inespresse, i famigliari sono sottoposti a uno stress inutile ed evitabile. Talvolta è necessario arrivare ad un compromesso.

Questo modo di pensare non ha più ragione di esistere. Come vedremo in seguito, oggi disponiamo di diversi modi per rendere questo possibile. Per quanto ci risulta, tutte le autorità religiose alle quali sono state poste queste domande, quello che è se gli antibiotici di bere di arresto moralmente lecito astenersi da terapie che prolungano la durata della vita quello che è se gli antibiotici di bere di arresto un paziente terminale quando le speranze di migliorarne la qualità siano poche o nulle.

Nella maggior parte delle RSA e degli ospedali operano sacerdoti, pastori o religiosi di altre fedi che conoscono bene i problemi del malato e le preoccupazioni di chi lo assiste e sono disponibili per discutere di queste cose con i famigliari. Il controllo dei sintomi.

I più frequenti sintomi alla fine della vita sono la dispnea difficoltà di respiro e il dolore. Il trattamento dipende dalla causa. Nelle fasi avanzate di malattia di solito, per ridurre la difficoltà provata dal paziente nel respirare, si usa la morfina. Bisogna capire, affrontando questo problema con la famiglia, quale fossero stati i desideri del malato, per poter decidere quale possa essere la più opportuna strategia di cura.

In caso di dubbio, o quando il parente più stretto non è reperibile, alcuni dottori possono anche decidere di iniziare un certo trattamento, per poi eventualmente sospenderlo se esso non si rivela efficace o se poi risultasse non essere la soluzione che il malato avrebbe desiderato. È spesso difficile capire se un malato incapace di esprimersi ha dolore e quanto ne abbia. Bisogna osservare le espressioni del volto, le vocalizzazioni cioè i suoni che emette dalla bocca e i movimenti che fa.

Non esitate ad avvisare il personale se vi sembra che gli antidolorifici somministrati al paziente non siano sufficienti. Soprattutto bisogna che il paziente sia posizionato nel modo corretto e confortevole, in un letto adatto e comodo. Esistono molti farmaci che agiscono su diversi tipi di dolore, che talora devono essere somministrati in diverse combinazioni tra loro per essere veramente efficaci.

Gli oppioidi, come la morfina, sono sicuramente i farmaci più adatti ad alleviare il dolore di intensità da moderata a forte. In questa fase della malattia, per controllare validamente il dolore bisogna somministrarli con regolarità ad esempio, ogni quattro ore.

In teoria, è anche possibile che dosi molto forti possano accelerare la morte. Non è sempre facile distinguere il dolore da uno stato di ansia in un paziente agitato o incapace di star fermo. Per questo i palliativisti preferiscono somministrare, assieme alla morfina, dei farmaci che agiscono contro ansia e allucinazioni.

Anche questi farmaci, efficacissimi nel rendere confortevoli gli ultimi giorni di vita, sono di solito usati a orari regolari. I medici devono prendere decisioni anche su altri tipi di interventi e terapie. Verso la quello che è se gli antibiotici di bere di arresto della vita, ad esempio, quando deglutire diventa davvero difficile, è spesso preferibile - e perfino necessario — smettere di far prendere i medicinali per bocca.

Quei farmaci che continuano ad essere davvero indispensabili allora devono essere somministrati per altre vie, per iniezione o in forma di supposta. Misurare la temperatura o la pressione, o misurare il livello dello zucchero nel sangue, invece, diventa sempre meno importante, mano a mano che ci si avvicina alla fine, soprattutto quando queste procedure debbano essere eseguite su chi stia dormendo pacificamente.

I malati di cancro e coloro che, pur essendo affetti da malattie degenerative neurologiche, riescono a conservarsi lucidi fino alla fine, ci dicono che sete e fame sono tutto sommato irrilevanti. La maggior parte dei pazienti rifiuta tutto, anche piccole quantità di cibo.

Nel piano di assistenza infermieristica il trattamento di questo particolare sintomo è assolutamente prioritario. Il sangue diventa più concentrato e i reni funzionano sempre meno e, infine, smettono di farlo.

Alcuni famigliari pensano che il paziente, con le flebo, starebbe meglio. Non è indispensabile che il sondino sia rimosso, poiché questa procedura è spesso fastidiosa. Quando un malato smette di mangiare e di bere, normalmente vive ancora alcuni giorni. Se appena possibile, i suoi cari dovrebbero organizzarsi in modo da non lasciarlo mai solo durante gli ultimi giorni. Se la persona morente riceve le cure descritte in questa guida, la morte è di solito serena.

Il respiro diventa debole e irregolare. Molti famigliari ed amici che sono stati presenti in questi momenti hanno raccontato che gli ultimi attimi sono molto meno difficili e tristi di quello che si sarebbero aspettati. Ed in più, si sono sentiti più tranquilli anche riguardo la propria, di morte. In questo modo tali malattie potrebbero essere precocemente individuate nei consanguinei. Se la persona soffriva di una malattia le cui cause non sono state individuate, potrebbe essere utile effettuare un esame del cervello.

Tuttavia questa è una cosa che capita di raro. Alcuni saranno sorpresi dallo scoprire che si sentono più sollevati che abbattuti.