Le psicosi alcoliche che trattare

MARCO VAGGI Esordio psicotico trattamento farmacologico

Targhe da dipendenza alcolica da t

Correspondence: Dr. Tutte le problematiche cliniche, proprie delle dipendenze le psicosi alcoliche che trattare da sostanze, possono essere ricondotte a tre fattori principali: 1.

La dipendenza patologica da alcol le psicosi alcoliche che trattare sostanze, pur avendo basi neuro-biologiche ed aspetti di predisposizione geneticamente determinata, si correla, nel tempo, a disturbi della sfera psico-affettiva, mentale e sociale tali da richiedere interventi terapeutici specifici, mirati e coordinati.

La condizione di poli-tossicodipendenza è diventata, nel corso degli ultimi anni, sempre più frequente. Tra disturbi mentali e uso di sostanze possono intercorrere, logicamente, tre diversi tipi di associazione:.

Lo studio Epidemiological Catchment Area E. Le psicosi alcoliche che trattare studio E. Secondo le psicosi alcoliche che trattare DSM IV, la le psicosi alcoliche che trattare differenziale tra disturbi psicotici primitivi e disturbi psicotici indotti da sostanze va posta sulla le psicosi alcoliche che trattare dei seguenti dati clinici:. Alcuni Autori hanno sostenuto che il pattern di abuso negli schizofrenici differisce sia in senso qualitativo sia in senso quantitativo, da quello degli altri tossicodipendenti.

Tale rilievo potrebbe essere solo apparente, in rapporto alla maggiore attenzione riservata al problema. Un ruolo reale, in tale direzione, potrebbe essere stato svolto anche dalla de-istituzionalizzazione psichiatrica, con facilitato accesso alle sostanze, dei soggetti psicotici non più assistiti in ambito residenziale protetto, per un fenomeno di deriva sociale passiva, verso ambienti ad elevata diffusione di droga Lo sviluppo di un disturbo da abuso di sostanze, in un soggetto psicotico, comporta una serie di conseguenze negative, quali: peggioramento della sintomatologia; aumento delle ricadute; effetti negativi da interazione farmacologica; perdita degli effetti terapeutici dei neurolettici; aumento della probabilità di sviluppare discinesie tardive; peggioramento delle capacità di interazione sociale, lavorativa ed affettiva; aumento dei comportamenti violenti auto ed eterodiretti; decadimento delle funzioni cognitive; grave degrado sociale Secondo altri Autori, i disturbi da uso di sostanze possono mascherare i sintomi psicotici, interferendo in fase diagnostica e terapeutica sui risultati dei trattamenti, senza influire sostanzialmente sulla evoluzione clinica della psico-patologia.

Tali effetti stimolerebbero le aree coinvolte direttamente nei circuiti neuronali le psicosi alcoliche che trattare modulazione della gratificazione e del piacere. Dal punto di vista strettamente sintomatologico le psicosi tossiche possono non distinguersi dai quadri psicotici primitivi.

Inoltre, alcune osservazioni cliniche tendono a ridimensionare la specificità sindromica dei quadri psicotici indotti da determinate sostanze. Tali sostanze inducono effetti psicotici acuti, psicosi protratte e disturbi percettivi post-allucinogeni Thornicroft 4 distingue:. Uno studio di coorte su militari di leva ha dimostrato che, rimosse le variabili confondenti, i forti consumatori di cannabis presentano un rischio tre volte superiore, rispetto ai controlli, per lo sviluppo di disturbi dello spettro schizofrenico 4.

La metamfetamina induce, per esempio, alterazioni permanenti a carico dei sistemi di trasporto intraneuronali delle catecolamine 18 19 21 - Il rischio di incorrere in un disturbo da abuso di sostanze risulta nettamente più alto per i soggetti con disturbo psicotico rispetto alla popolazione le psicosi alcoliche che trattare 24 La ricerca di dati epidemiologici attendibili, in questo ambito, nasce dalla necessità non solo di definire la reale entità del fenomeno, ma, soprattutto, dal bisogno di orientare adeguatamente, a fini diagnostici e terapeutici, gli interventi, a breve e lungo termine 34 - Tutti gli Autori che hanno affrontato questa problematica concordano, infatti, sulla necessità di utilizzare interventi terapeutici, specificamente strutturati, per questo tipo di pazienti.

In tale prospettiva, i pazienti affetti da specifici quadri patologici assumerebbero più frequentemente e per maggior tempo specifiche sostanze. Nello studio della N. Le interpretazioni etio-patogenetiche avanzate negli ultimi anni sulla comorbilità psichiatrica delle dipendenze patologiche, soprattutto per quanto attiene alle psicosi, tendono a utilizzare prevalentemente due modelli:. In uno studio longitudinale della durata di 18 anni, condotto in Svezia, su militari di leva, in media ventenni, è stato ricercato il rapporto di associazione tra uso di marijuana e successivo sviluppo di schizofrenia.

Tale correlazione, secondo gli Autori, è risultata significativa, con un rischio di insorgenza del disturbo psicotico proporzionale al consumo di droga Alcuni studi hanno focalizzato, in questa prospettiva, anche la ricerca di specificità tra profili psico-patologici ed impiego di specifiche sostanze.

Altre osservazioni cliniche hanno evidenziato che solo i pazienti con migliori abilità complessive e miglior funzionamento psico-sociale, quindi, con minore gravità del quadro psicopatologico, sono in grado di esibire comportamenti congrui e motivazione sufficiente per procurarsi la droga e, magari, per selezionarla tra le altre 14 51 In questa prospettiva, i soggetti con sintomatologia psicotica, prevalentemente negativa, risulterebbero meno capaci di esibire questi comportamenti, per la mancanza di una sufficiente motivazione e per la significativa presenza di anedonia, abulia, astenia ed altri aspetti comportamentali di sostanziale anergia.

Una più alta incidenza di patologie psichiatriche è evidenziabile nelle famiglie dei pazienti con comorbilità ed abuso di sostanze, soprattutto alcol. La selezione naturale ha assicurato la sopravvivenza degli organismi che esibivano questi comportamenti associati a potenti proprietà di ricompensa.

Gli stimoli ed i comportamenti, naturalmente gratificanti, presentano due componenti distinguibili: una componente preparatoria incentivante ed una componente consumatoria, propriamente compensante. Ognuna di queste componenti è piacevole ed elicita uno stato affettivo positivo gratificazionema entrambe risultano necessarie, agli stimoli naturali, per essere le psicosi alcoliche che trattare tutto rinforzanti.

La fase incentivante e preparatoria di tali le psicosi alcoliche che trattare si associa a cambiamenti ergotropi, con aumento del livello di vigilanza, attivazione motoria, aumento del tono simpatico, catabolismo. La fase consumatoria si associa a cambiamenti trofotropi con sedazione, anabolismo ed aumento del tono parasimpatico 18 19 Il tono dopaminergico mesolimbico sembra svolgere un importante ruolo in questo processo.

Il tono dopaminergico risulta meno direttamente coinvolto alla componente consumatoria di tali comportamenti, che, invece, sembra avere correlati neurobiologici, prevalentemente serotoninergici ed endorfinergici.

Gli psicostimolanti agiscono prevalentemente sul tono dopaminergico, mimando la componente incentivante ed attivante sul piano comportamentale, della gratificazione indotta dagli stimoli naturali. I sedativi narcotici agiscono prevalentemente mimando la componente consumatoria e trofotropa della gratificazione 18 19 In questo campo di studio, poco ancora è stato sufficientemente approfondito, a livello di ricerca scientifica, nei rapporti tra tono dopaminergico, dipendenze e psicosi.

Particolarmente complesso risulta, infatti, in ambito clinico, lo studio dei correlati neuro-biologici, soprattutto del tono dopaminergico centrale, che sembra rivestire una specifica importanza nella patogenesi tanto delle psicosi quanto delle dipendenze patologiche. La somministrazione di un farmaco presuppone, in medicina, una ben definita condizione patologica, su cui quella sostanza agisce su uno specifico substrato fisiopatologico.

I più recenti studi le psicosi alcoliche che trattare psicobiologia e di psicofarmacologia hanno dimostrato alterazioni di determinati parametri neurochimici, neuromorfologici e neurofisiologici, largamente sovrapponibili, in disturbi mentali, nosograficamente diversi. Negli ultimi anni, si sono raccolte numerose evidenze scientifiche che hanno messo in crisi la teoretica categoriale. È stato, quindi, ipotizzato, che tali disturbi clinici potrebbero essere patogeneticamente secondari, in una certa misura, a complesse disfunzioni del tono serotoninergico cerebrale, che risulta essere il denominatore comune, ai diversi disordini psicopatologici, su cui sono attivi.

Numerosissimi studi hanno sottolineato il coinvolgimento funzionale del tono dopaminergico cerebrale sia negli aspetti ideativi e di strutturazione percettiva e cognitiva del vissuto processamento delle informazionisia negli aspetti più direttamente motori e motivazionali un cui ruolo è razionalmente ipotizzabile tanto nella patogenesi delle dipendenze patologiche da sostanze quanto in quella delle psicosi - Si impone, in questa prospettiva, una nuova questione.

In altre parole, siamo certi che le stesse dipendenze patologiche da sostanze non debbano rientrare, a pieno titolo, tra i disturbi psicopatologici, come la loro inclusione, nel le psicosi alcoliche che trattare del -DSM-IV, implicitamente suggerisce?

La questione del continuum psicopatologico, tra dipendenze patologiche ed altri disturbi psichiatrici, è gravida di conseguenze, non solo sul piano clinico-diagnostico, ma anche su quello terapeutico-riabilitativo 1 Il trattamento di pazienti psicotici con abuso di sostanze richiede specifiche competenze, orientate a garantire nel tempo, livelli di integrazione tra operatori e, talora, servizi diversi, sufficientemente alti.

Le differenti fasi del trattamento possono richiedere, infatti, valutazioni ed interventi terapeutici, progressivamente più articolati e complessi 26 - Uno strano scotoma sembra largamente condiviso tra gli operatori del settore. Il risultato di questo atteggiamento, purtroppo ancora diffuso tra gli operatori, le psicosi alcoliche che trattare il tendenziale abbandono di questa problematica popolazione.

La condizione di abuso di sostanze, in soggetto con sintomi psicotici, acuisce gli effetti di queste condizioni cliniche le psicosi alcoliche che trattare contesto sociale del paziente. La le psicosi alcoliche che trattare di dipendenza da sostanze acuisce, inoltre, i conflitti in ambito micro-sociale e familiare, generando, frequentemente, rilevanti disturbi relazionali ed esplosioni di Emotività Espressa da parte dei congiunti del paziente Tali famiglie non supportano il paziente sul piano terapeutico, talora negando ogni risposta anche ai più semplici bisogni quotidiani, delegando alle strutture assistenziali, soprattutto ospedaliere, ogni forma di intervento Alcuni autori hanno proposto per il trattamento di questi pazienti interventi di auto-aiuto strutturati sulla falsa riga delle strategie utilizzate dagli Alcolisti Le psicosi alcoliche che trattare I modelli e le strategie terapeutiche proposte risultano, infatti, largamente non validate sul piano scientifico 30 95 Gli studi intrapresi, in questo ambito, risultano ancora preliminari.

Risulta evidente, comunque, che per questi pazienti sia opportuno e necessario prevedere programmi di trattamento e prevenzione delle ricadute specifici, che utilizzino strumenti terapeutici medici, psicologici e socio-assistenziali, centrati sulla persona. Il trattamento integrato multi-modale delle alcol-tossicodipendenze e della comorbilità psichiatrica associata, prevede quattro fasi fondamentali:.

Tale fenomeno sembra determinato dalla disregolazione del sistema di ricompensa dopaminergico, afferente alla corteccia prefrontale, attraverso vie mesolimbiche 19 Tuttavia, sono stati frequentemente evidenziati peggioramenti paradossi. In questo senso, si potrebbe sostenere che le fasi del divezzamento alcolico e della disassuefazione da altre sostanze percorra fasi e tappe analoghe, anche se non sovrapponibili.

A prescindere da altre considerazioni, è comunque, vero che gli effetti di una terapia farmacologica risultano più immediatamente evidenti, mentre i risultati di una psicoterapia possono richiedere tempi più lunghi per manifestarsi. Quello che risulta necessario, tuttavia, da parte dei clinici, le psicosi alcoliche che trattare combinano i due le psicosi alcoliche che trattare, è la consapevolezza della peculiarità del rapporto inerente al doppio ruolo che si assumono.

Naturalmente, la maggior parte degli interventi psicoterapeutici rientra in questo gruppo. Essi vanno utilizzati sempre in maniera integrata. Nella psicoterapia della famiglia è data la massima centralità alla famiglia, vista come sistema di relazioni significative interpersonali.

La psicoterapia familiare rappresenta un trattamento condotto da personale con specifica formazione e training. Nella pratica clinica, sono utilizzati con maggiore frequenza ed efficacia gli interventi di psicoterapia di sostegno, gli interventi psicoterapeutici focali, nonché la psicoterapia familiare e quella di gruppo.

La valutazione della condizione socio-relazionale e lavorativa del paziente va le psicosi alcoliche che trattare tenendo in considerazione risorse e carenze, ai fini della definizione del programma terapeutico e riabilitativo. Una particolare attenzione agli aspetti di carattere sociale sembra essere indicata nel trattamento di pazienti adolescenti e giovani. La condizione del paziente migliora in seguito ad interventi mirati, di tipo preventivo, volti alla socializzazione 1 Negli anni, questi gruppi hanno avuto un certa diffusione anche nel nostro paese I fondatori di A.

È possibile distinguere nelle attività degli Alcolisti Anonimi due componenti principali. La metodica gruppale risulta, infatti, abbastanza diffusa come tecnica di sostegno psicologico e di reinserimento sociale, non solo degli utenti con abuso di sostanze, ma anche con problematiche secondarie a situazioni stressanti o luttuose p.

Il gruppo di familiari si riunisce in spazi separati, ma usualmente negli stessi tempi degli A. Tale distacco ha lo scopo di aiutare più efficacemente il familiare alcolista, ma anche ad effettuare le psicosi alcoliche che trattare personale revisione di vita ed una crescita psico-emotiva propria.

In altri termini il gruppo di familiari opera in maniera analoga a quello degli alcolisti in trattamento. In tali incontri di monitoraggio clinico, tutti gli operatori medici, psicologi, assistenti sociali, educatori, infermieri, etc.

Attualmente si propende a considerare la maggior parte degli abusi di sostanze stupefacenti come meccanismi difensivi e adattivi, piuttosto che regressivi - Talvolta, il comportamento di dipendenza da sostanze evita la sensazione di disperata impotenza e ne surroga, per via esogena, il controllo e la regolazione psico-affettiva. A volte, per tentativi ed errori, specifiche sostanze sono scelte per specifici effetti psicologici e farmacologici, in rapporto ai bisogni di ciascun soggetto dipendente.

Le comunicazioni interpersonali possono essere lette ed interpretate con diverse modalità, in accordo con le differenti impostazioni teoriche e metodologiche, le psicosi alcoliche che trattare dalle diverse scuole di pensiero psicoterapeutico - Secondo Freud la formazione del sintomo è il risultato di un conflitto tra Es, Super-Ego ed Ego che produce ansia, successivamente canalizzata in un sintomo - Il farmaco non causa una sostituzione del sintomo e le terapie ad orientamento introspettivo continuano a rendere accessibili alla realtà conscia il conflitto inconscio.

In tre diversi casi analitici di depressione grave, Anna Freud si rivolse ad un collega affinché prescrivesse dei farmaci, con risultati significativamente benefici. In particolare, non va considerato sempre indispensabile somministrare, nella nostra esperienza, tali strumenti terapeutici in rigida sequenza. Al contrario, il loro utilizzo razionale e personalizzato, talora contemporaneo, è spesso clinicamente più efficace.

Krystal ritiene che gli alcol-tossicodipendenti siano affetti frequentemente da alessitimia, non siano, cioè, in grado di riconoscere e identificare i loro stati effettivi interni. Risulta, invece, importante capire le pressioni del Super-Io sul paziente, in analogia con quanto avviene con un paziente gravemente nevrotico.

Tuttavia, parlandone a livello pratico, molti alcol-tossicodipendenti si sentono sostenuti dal confrontare con altri, che hanno avuto le stesse esperienze, le loro problematiche. La negazione, come si sa, rappresenta una difesa preminente in tutti coloro che fanno abuso di sostanze. Il gruppo diventa, di per sé, mezzo di sostegno e di confronto. I programmi con pazienti in comunità residenziali, spesso, fanno maggiore affidamento sui gruppi, per la ragione pratica che è più facile obbligare alla le psicosi alcoliche che trattare i soggetti residenti, rispetto a quelli ambulatoriali