Psicologo di battute di entrata di alcolismo

Alcolismo: come uscirne?

Cure di alcolismo di Smolensk

Per comprendere meglio le mie riflessioni è utile conoscere la situazione della zona in cui siamo stati. Il riaccendersi psicologo di battute di entrata di alcolismo violenza, sta causando centinaia di vittime e migliaia di profughi.

Nella diocesi di Bukavu stanno affluendo migliaia di profughi in seguito al dilagare del conflitto. Attualmente nella Repubblica Democratica del Congo sono presenti anche altri conflitti interni, di minore entità, che interessano diverse psicologo di battute di entrata di alcolismo ma a Bukavu la maggioranza dei profughi proviene a causa degli scontri nel Nord e nel Sud Kivu.

La mancanza di cibo e di qualsiasi forma di assistenza fanno crescere a dismisura il numero dei profughi che fuggono da quella situazione di orrore in cerca di una zona più sicura. Vladimir Hudolin era uno psichiatra croato, esperto internazionale di problemi legati al consumo di alcol e droga. È deceduto a Zagabria il 26 Dicembre Antonio di Molina di Fiemme. Per fronteggiare i problemi alcolcorrelati, Hudolin parte dalla persona con il problema, la inserisce nel club con la sua famiglia, e la trasforma in una risorsa per la psicologo di battute di entrata di alcolismo.

Durante le ferie triennali anche lei partecipa al club e capisce che potrebbe servire anche per le famiglie della sua parrocchia in Africa. Prova quindi a piantare dei semi anche nel villaggio dove svolge la sua missione terrena ed alcune famiglie riescono a dissetarsi a quella preziosa fonte ed a ritrovare la pace e la serenità. Suor Delia chiese allora la nostra collaborazione per organizzare un corso di sensibilizzazione per formare nuovi Servitori Insegnanti di Club, persone motivate e sensibili, disposte ad aprire nuovi club.

I Club di Predazzo accolgono la richiesta ed incominciano ad organizzare manifestazioni per raccogliere i fondi necessari per il corso. Raccolgono poco più di 3. La notizia mi arriva tanto inattesa quanto desiderata. Ormai dopo tanti anni mi ero messo il cuore in pace. Non potevo lasciarla sola!

Non potevo non ascoltare il loro silenzioso grido di aiuto! E mia moglie, i miei figli e i miei nipotini? Anche loro hanno bisogno del nonno o meglio il nonno ha bisogno di loro!

Ma che fare con la paura? Ci imbarchiamo comunque, io e Dunia, su un aereo della Ethiopia Airline ed affrontiamo con rassegnazione le sette ore di volo. I posti sono stretti e sia io che Dunia fatichiamo non poco per trovare psicologo di battute di entrata di alcolismo posizione decente. Era quasi mezzanotte, mi stavo addormentando e mi svegliano per psicologo di battute di entrata di alcolismo del cibo che nemmeno conosco!

Con fatica ritrovo la posizione ma non riesco più ad addormentarmi. Nella penombra osservo le persone che mi circondano. Rimangono in piedi tutta la notte a sorvegliare chi dorme o a sorridere a chi non riesce a psicologo di battute di entrata di alcolismo occhio come me. Indosso i pantaloncini corti di un combinato e siccome mi hanno detto che ad Addis Abeba fa freddo cerco di vestirmi adeguatamente.

Attaccato il pezzo di sinistra, cerco la parte destra ma non la trovo. Guardo nella borsa, sotto il sedile, nella cappelliera ma niente. Vedo le signore di colore che se la ridono beatamente e guardandomi in giro per vedere se ridono tutti, mi accorgo che la seconda parte dei miei pantaloni giaceva nel bel mezzo del corridoio a diversi metri di distanza dalla mia poltrona.

Immaginatevi che figura! Ad Addis Abeba dobbiamo cambiare aereo e prenderne uno diretto a Bujumbura via Kigali, capitale del Rwanda. Addis Abeba è posto a circa metri di altitudine.

Io ordino un toast ed un the ma mi portano un the con pane e marmellata. Si vede che devo ancora perfezionare la mia lingua. Siamo molto stanchi e Dunia si addormenta sulla sedia. Sono molto gentili e sorridenti e ci assegnano due poltrone nella quarta fila. Mi stupisco perché generalmente la quarta fila è nella businnes class mentre noi abbiamo il biglietto per la classe economica.

Arriviamo veramente nella businnes class ed allora penso che dobbiamo ringraziare il visto della Santa Sede che abbiamo sul passaporto. Ci accolgono con fragole e champagne e con tutte le comodità e specialità culinarie possibili. Ma come, due italiani che non bevono vino?

La difficoltà della lingua mi ha impedito di spiegare il motivo della nostra visita in Africa, altrimenti mi sarei soffermato volentieri sulle qualità cancerogeno del vino e sui rischi che si corrono bevendo anche un solo bicchiere di vino al giorno.

Per fortuna è andata bene. Ma in aiuto ecco arrivare psicologo di battute di entrata di alcolismo Delia che con le sue conoscenze era riuscita a passare con i dovuti permessi. La pubblicità psicologo di battute di entrata di alcolismo birra Primus ci accompagnerà per tutto il nostro viaggio sia in Burundi che nella R. Dunia ed io siamo alloggiati in una casetta a fianco del convento, proprio difronte agli uffici della parrocchia.

Dentro le mura verde, fiori, alberi da frutto, serenità, pace, oltre il muro sporcizia, polvere, immondizie, pozzanghere di acqua putrida culle di sciami di zanzare, fame, paura….

Facciamo una foto tutti assieme e per me è un bellissimo ricordo perché è psicologo di battute di entrata di alcolismo prima foto fatta con un gruppo di sorridenti e graziose ragazzine africane: in Africa non ci sono solo ribelli, guerriglieri e banditi! Invece, con mia grande meraviglia, la chiesa era gremita di fedeli, grandi e piccini, uomini e donne, altro che in Italia! E che devozione! Mi sentivo felice, in quella chiesa, quasi protetto da tutti quei fedeli, ed anche la paura aveva alleggerito la presa.

Ma era un alleggerimento momentaneo perché appena intrapreso il viaggio verso Bukavu ecco che comparve di nuovo. La via più breve per raggiungere Bukavu, nostra meta, è atterrare a Bujumbura nel Burundi e poi, attraversata la frontiera con la R.

Non vi dico del viaggio! La mia tensione era tale che vedevo in tutte le persone dei potenziali ribelli. Anche le povere donne che camminavano lungo la pista, schiacciate dai pesanti carichi di carbone, potevano nascondere nei loro sacchi i micidiali kalashnikov. Un passo alpino solcato da una strada stretta, sterrata e polverosa che non conosce paracarri e men che meno guard rail. C ed il Rwanda. Che stiano aspettando noi? Saranno le milizie ribelli? Suor Delia suona il clacson e li saluta con la mano ricevendo anche un saluto in cambio!

Meno male, non erano ribelli! Lungo la strada incontriamo molte donne cariche di ogni merce: legna, carbone, manioca, banane, taniche di acqua, benzina, kagnanga. Molte sono vedove, altre hanno i mariti a casa, tutte hanno figli da sfamare e per questo lavorano duramente. Ogni donna trasporta centinaia di chilogrammi di merci a settimana. Non ci sono pause per i pasti o valutazioni sulla salute o la sicurezza, nessuna di loro si lamenta per la stanchezza, ma tutte abbozzano un sorriso quando incassano 1 o 2 dollari a fine giornata per sfamare i figli.

Prima le donne si occupavano della casa e della famiglia, dei figli e delle cucina, poi dagli anni novanta a oggi quattro, cinque milioni di persone sono morte nel sangue, nella fame o nelle malattie, molti uomini sono scomparsi, e le donne per sopravvivere hanno preso a lavorare, psicologo di battute di entrata di alcolismo mai più smettere.

Ti rattrista il cuore a leggere questo articolo immaginatevi a vedere in realtà la fatica dipinta sul volto di quelle donne. Ne abbiamo incrociata una con mezza mucca appena macellata sulla schiena. Era piccolina, magrolina, curva sotto il pesante fardello ma il suo passo era fermo e deciso, non barcollante o traballante. Il suo volto era solcato da mille rughe ed il sudore scivolava lento sulla sua fronte impolverata.

Bukavu si estende delicatamente come una mano a sud del lago Kivu. Poi colline che salgono dolci come il dorso di una mano e su. Il polso esteso. Miseria e polvere; macchine e polvere; motorette e polvere; soldati e polvere; baracche e polvere; camion e polvere; bambini e polvere; mosche e polvere; quarti di capretto e polvere; mosche e polvere; pesci e polvere; manioca e polvere; rifiuti e polvere, ratti e polvere; ribelli e paura!

Un formicaio di esseri umani che cerca invano pane e pace, immerso nella polvere, invaso da mosche, zanzare e ratti. Ecco Bukavu la bella, diventata ora Bukavu la pattumiera! Anche qui veniamo accolti dalle braccia aperte di suor Teresina della Sardegna, di suor Teresina della bergamasca, di suor Elisa del Messico e di suor Lucia.

La stanza con bagno che mi assegnano da direttamente sul giardino ed è munita di zanzariera e protetta da sbarre alle finestre ed da una porta di ferro. Alle 5,00 finalmente qualcuno deve averli avvistati. Che fare? Psicologo di battute di entrata di alcolismo dove? Non so nemmeno dove sono! Mi tiro le coperte fin sopra i miei pochi e dritti capelli ed aspetto lo strepitio delle armi.

Meno male, questa notte è andata bene, i ribelli non sono venuti, …ma mancano ancora 17 notti! Mi spiegheranno poi che Bukavu era una cittadina di circa mila abitanti, con una centrale elettrica efficiente ed una riserva di acqua appena sufficiente. Dopo la guerra è diventata un formicaio con due milioni di abitanti che ha ancora la stessa centrale elettrica e non ha più acqua a sufficienza per tutti.

Con nostra grande meraviglia non manca invece il pane bianco e suor Teresina ci accompagna per visitare il panificio. Vi lascio immaginare come era il panificio e come facevano il pane. Gli operai indossavano tute blu da meccanico unte e bisunte, come erano unte e bisunte le mani che impastavano il pane.

Altro che guanti, grembiuli e berretti bianchi! Una volta cotto, il pane veniva rovesciato… per terra e poi raccolto e messo in sacchetti di plastica e portato nei mercatini della città. Dopo pranzo suor Delia la deve riaccompagnare nel suo convento e ci invita ad andare con lei.

Il Centro Cattolico Amani è situato sulla punta di una delle cinque penisole che entrano nel lago Kivu. Viali, giardini, piante, fiori, palme, canneti, prati e soprattutto… pace! La penisola di Amani si allunga nel lago fino a pochi metri dal confine psicologo di battute di entrata di alcolismo il Rwanda.

Al di là del lago, nella provincia di Goma si sta combattendo ma chi ci va sempre di mezzo sono gli abitanti psicologo di battute di entrata di alcolismo villaggi che devono scappare ed abbandonare tutto quello che hanno nelle mani dei guerriglieri.

Centinaia di morti sul terreno.