Obesità di un fegato e alcolismo

Gli EFFETTI dell'ALCOL sul CERVELLO

I narcological concentrano la cura di alcolismo

La cirrosi epatica è una patologia epatica cronica e progressiva, caratterizzata dal sovvertimento diffuso e irreversibile della struttura del fegatoconseguente a danni di varia natura infettivaalcolica, tossica, autoimmune accumulatisi per un lungo periodo.

La cirrosi epatica rappresenta quindi il quadro terminale della compromissione anatomo-funzionale dell'organo. Alcune delle sue cause scatenanti principali sono l'abuso di alcol, le epatiti croniche virali o di altra natura.

Il sovvertimento strutturale della cirrosi epatica è il risultato della necrosi del parenchima epatico, causata dal danno protratto, e dei conseguenti processi riparativi, ovvero la rigenerazione nodulare per iperplasia proliferazione cellulare e la formazione di ponti fibrosi cicatriziali che sostituiscono il parenchima necrotico e si dispongono sia all'interno che tra i lobuli, le unità elementari che costituiscono il fegato.

Questo disordine architetturale conduce non solo a un malfunzionamento del fegato dal punto di vista metabolico catabolico e sinteticoma anche a gravi ripercussioni obesità di un fegato e alcolismo circolazione portale ipertensione portale. La cirrosi è più comunemente causata da un abuso di alcoldall' epatite Bdall' epatite C e dalla steatosi epatica non alcolica. La diagnosi si basa sull'esame obiettivo, sulle analisi del sanguesulle tecniche di imaging biomedico e sulla biopsia epatica.

Alcune cause di cirrosi, come l'epatite B, possono essere prevenute grazie alla vaccinazione. Evitare di assumere alcol è raccomandato in tutti i casi di cirrosi. L'epatite B e C possono essere curate con farmaci antivirali. La lettera riporta la descrizione del caso clinico di un nobile veneziano e la sua autopsia: "Ab inferioribus autem oedema se producebat per dorsum ad scapulas usque.

Venter habuit copiam aquae foetidae ex viridi flavae quantam maximam praeter omnem modum distentus habere obesità di un fegato e alcolismo. In ea frusta quaedam, omenti opinor, natabant quasi ex mucilagine purulenta. Jecur durum, intus et extra totum constans e tuberculis, id est glandulosis lobulis evidentissimis et evidetissime distinctis, nec tamen naturali majus". Dagli arti inferiori progrediva, invece, un'edema attraverso il dorso, fino alle scapole.

Il ventre conteneva quanta più grande quantità di liquido fetido dal verdastro al giallastro, disteso oltre ogni limite possibile. In esso, era sospesa, senza ragione, qualche obesità di un fegato e alcolismo, suppongo dell'omento, come derivata da mucillagine purulenta. Il fegato, duro, consistente internamente ed esternamente di tubercoli, si presenta con evidentissimi lobuli ghiandolari, nettamente distinti, né tuttavia più grande del naturale.

La prima descrizione clinica della cirrosi epatica di cui si abbia notizia risale al medico greco Ippocratevissuto nel V secolo a. XIII : "In verità, se un flemmone del fegato non obesità di un fegato e alcolismo, non vi sarà dubbio per alcuno che la tumefazione dura, consolidata, si trasformerà e si assesterà in scirro". Una osservazione peculiare e del tutto occasionale si deve a Andrea Vesalio che ha riferito del caso di un uomo di legge, da lungo sofferente, che aveva concordato con il grande medico di assistere all'indomani a una sua lezione di anatomia sull'addome.

L'aspetto anatomopatologico della cirrosi epatica è stato invece descritto per la prima volta dall'inglese John Brown e dall'italiano Giovanni Battista Morgagni nel suo trattato del De sedibus, et causis morborum per anatomen indagatis.

Nel Thomas Starzl compie il primo trapianto di fegato su di un bambino, una procedura che successivamente verrà utilizzata anche nei pazienti con cirrosi epatica quando la funzionalità del fegato è irrimediabilmente compromessa. Nel la cirrosi ha coinvolto circa 2,8 milioni di persone causando 1,3 milioni di morti nel mondo.

La cirrosi e le malattie epatiche croniche nel sono state la 10 a causa di morte per gli uomini e la 12 a per le donne negli Stati Uniti d'Americadove la malattia uccide circa La sopravvivenza dipende in gran parte dalla sua causa: la cirrosi alcolica ha una prognosi peggiore rispetto alla cirrosi biliare primaria e alla cirrosi causata da epatite virale. L'attesa di vita corretta per disabilità Disability-adjusted life year o DALYs è una misura della gravità globale di una malattiaespressa dalla combinazione degli anni di vita persi per morte prematura più quelli persi a causa della malattia, ovvero dalla combinazione di disabilità e morte prematura.

Il costo della cirrosi in termini di sofferenza umana, costi ospedalieri e perdita di produttività è molto alto. Infatti, l'abuso di alcol è capace di dimezzare il tempo di insorgenza della cirrosi in un paziente già affetto da epatite virale cronica da circa anni a anni. Poco è noto sui modulatori di rischio di cirrosi, oltre alle malattie obesità di un fegato e alcolismo provocano direttamente danno epatico quale la combinazione di malattia epatica alcolica ed epatite virale cronica, che possono agire sinergicamente nella progressione verso la cirrosi.

Alcuni studi hanno, invece, recentemente suggerito che il consumo di caffè possa offrire un fattore protettivo, particolarmente obesità di un fegato e alcolismo la cirrosi alcolica. Secondo la l' Organizzazione Mondiale per la Sanità OMSnel il consumo individuale medio annuale di alcol nel mondo è stato pari a 6 litri L di alcol puro, con un minimo di 0,02 L in Afghanistan e un massimo di 18 L nella Repubblica di Moldavia. Fortunatamente in Italia dal si registra obesità di un fegato e alcolismo costante flessione nel consumo di alcol.

Dalla letteratura risulta una relazione positiva tra consumo di alcol e cirrosi, con un possibile effetto soglia. Un importante studio prospettico su oltre Poiché la cirrosi epatica insorge soltanto in una parte, sia pur molto consistente, di individui esposti abitualmente all'alcol, si ritiene che altri fattori predispongano o concorrano al danno epatico prodotto dall'alcol: fattori genetici, epatite cronica da virus B o C, fumosovraccarico di ferrodiabete e obesità.

Le epatiti virali croniche sono un'altra frequente causa di cirrosi epatica. Queste sono dovute per la massima parte ai virus HBV e HCVagenti patogeni a trasmissione prevalentemente parenterale. L' epatite D è un' epatite virale che si sviluppa in presenza dell'epatite B co-infezione e accelera lo sviluppo della cirrosi. Queste possono essere, ad esempio, ad eziologia autoimmunegenetica o a seguito di una intossicazione o di una malattia sistemica.

La colangite sclerosante primitiva PSC, Primary Sclerosing Cholangitis è una patologia relativamente rara, in cui i dotti biliari sono vengono colpiti da un processo autoimmune. Gli esami ematochimici rilevano un elevato aumento della fosfatasi alcalinanonché incrementi del colesterolodella bilirubina e, solitamente, positività agli anticorpi anti mitocondrio. Esiste una forte correlazione con la malattia infiammatoria intestinale IBD, inflammatory bowel disease e in particolare con la colite ulcerosa.

Nel caso dell' epatite autoimmunefattori ambientali variabili virus, sostanze tossiche, farmaci e non identificati scatenano una risposta autoimmune contro gli epatociti: i linfociti attaccano il fegato causando infiammazione e infine cicatrici e cirrosi.

La malattia di Wilson è una malattia autosomica recessiva conseguente obesità di un fegato e alcolismo deficit di eliminazione biliare di rame e caratterizzata da bassa ceruloplasmina sierica e aumento del rame nel fegato.

Un deficit di alfa 1-antitripsina a1-AT è un disordine geneticoanch'esso a trasmissione autosomica recessiva, nel quale si ravvisa una diminuzione della proteina alfa 1-antitripsina nel sangue, nel fegato e nei polmoni. La cirrosi infantile indiana è una forma di colestasi neonatale caratterizzata dal deposito di rame nel fegato. Altre condizioni patologiche che possono, seppur raramente, sviluppare una cirrosi epatica secondaria sono la galattosemia [70] [71]la malattia di Andersen o malattia da deposito di glicogeno, tipo 4 [72] e la fibrosi cistica.

La persistenza del processo infiammatorio indotto dall'azione protratta dell'agente eziologico è causa del prolungato danno epatico obesità di un fegato e alcolismo si accompagna alla produzione di citochine IL2IL6 obesità di un fegato e alcolismo, TNF alfaPDGFTGF beta da parte delle cellule infiammatorie, delle cellule di Kupffer ovvero i macrofagi residenti a livello epatico e delle piastrine.

Tali prodotti di sintesi si depositano inizialmente solo a livello dello spazio obesità di un fegato e alcolismo Dissetra epatociti e sinusoidi. Questa alterazione strutturale compromette le caratteristiche fenestrature dell' endoteliorendendo i sinusoidi epatici simili ai capillari "capillarizzazione" dei sinusoidi.

Successivamente il obesità di un fegato e alcolismo e le altre sostanze della matrice connettivale prodotte si depositano a ponte fra gli spazi porto-portali e porto-cavali, concorrendo a formare i noduli di epatociti. Le fibre collagene di tipo I e III, che nel fegato normale si trovano quasi esclusivamente negli spazi portali e nell'avventizia della vena terminale epatica vena centro-lobularenel fegato cirrotico formano setti di vario spessore, depositandosi in tutte le porzioni dei lobuli.

Anche la vascolarizzazione epatica si modifica in seguito alla neoformazione, all'interno dei setti, di vasi obesità di un fegato e alcolismo mettono direttamente in comunicazione il sistema portale con le vene epatiche terminali, escludendo il parenchima e quindi bypassando la funzione degli epatociti.

Macroscopicamente il fegato appare ingrandito nelle prime fasi, ma tende a ridursi in dimensioni durante la progressione della malattia. La sua superficie è granulosa o irregolare a seconda della maggiore o minore omogeneità dei noduli epatocitarila consistenza è soda e il colore è spesso giallo specie se associato a steatosi.

A seconda della dimensione dei noduli di rigenerazione, vi sono tre tipologie macroscopiche di cirrosi epatica: micronodulare, macronodulare e misto. La cirrosi mista consiste in una varietà di noduli con dimensioni diverse.

Esistono obesità di un fegato e alcolismo classificazioni istologiche della fibrosi epatica. Alcune caratteristiche istologiche della cirrosi sono causa-specifiche e sono legate al diverso tipo di danno che l'agente eziologico produce. Per esempio, nell' epatite B cronica vi è infiltrazione del parenchima epatico con linfociti ; [78] nella cirrosi cardiaca vi sono eritrociti e una maggiore quantità di fibrosi nel tessuto circostante le vene epatiche; [86] nella cirrosi biliare primaria vi è fibrosi intorno al dotto biliarepresenza di granulomi e addensamenti di bile; [87] nella cirrosi alcolica vi è infiltrazione del fegato di neutrofili.

Durante lo stadio iniziale della malattia la cirrosi è spesso asintomatica: si parla in questo caso di cirrosi compensata. È possibile che passino diversi anni senza accorgersi dei danni che il fegato sta subendo.

Se durante questo periodo non viene cominciata alcuna terapia e non viene eliminata la causa della malattia, la pressione della vena porta continua ad aumentare e sempre un minor numero di epatociti potrà sopperire a quelli inizialmente già obesità di un fegato e alcolismo.

I primi sintomi avvertibili dopo una continua degenerazione epatica sono: perdita di appetito, di peso e di massa muscolare. Negli stadi avanzati della malattia, durante la cosiddetta cirrosi scompensatacompaiono itteroaumento di volume dell' addome per asciteedemi agli arti inferiori da ipoalbuminemia, prurito, piastrinopenia con alterazioni della coagulazione e facili sanguinamenti ecchimosi e petecchie.

Possibili sono anche problemi alla cute eritemi palmari, angiomiangiomi stellariginecomastia nell'uomo, rarefazione dei peli: questi effetti sono dovuti all'eccesso di estrogeniche il fegato cirrotico non è più capace di metabolizzare. Nonostante gli importanti progressi degli ultimi anni nella prevenzione e nel trattamento delle complicanze comuni della cirrosi, esse rappresentano ancora una delle sfide più importanti nel trattamento della malattia. L'insorgenza delle complicanze definisce la cirrosi epatica "scompensata".

Oltre ad una prima visita medicail gold standard per la diagnosi di cirrosi è la biopsia epaticaper via percutanea, transgiugulare, laparoscopica o tramite ago detto di Menghini.

Molto usate anche la tomografia computerizzata TCper evidenziare anomalie dell'asse venoso portale e obesità di un fegato e alcolismo la stadiazione della patologia, e la risonanza magnetica RM. La base per la valutazione di una condizione cirrotica epatica è una visita medica accurata del paziente comprendente la sua storia clinica anamnesi.

Fondamentali sono le informazioni riguardo all'assunzione presente o passata di alcool o di alcolismo e all'uso di sostanze stupefacentiin particolare di quelle iniettabili per endovena in quanto a rischio di contrarre il virus dell'epatite C. Obesità di un fegato e alcolismo necessario valutare anche i farmaci assunti, per individuare quelli che possono potenzialmente danneggiare il fegato.

La palpazione dell' addome permette di avere una prima stima delle dimensioni del fegato e dell'eventuale presenza di ascite. Essendo le persone obese più a rischio di sviluppare la cirrosi, è consigliato calcolare l' indice di massa corporea. La biopsia epaticanonostante sia una procedura invasivaè considerata il gold standard per la diagnosi di cirrosi, per la classificazione istologica e per la valutazione della progressione.

Vi sono diverse metodiche per effettuarla: accesso per via percutanea con guida fluoroscopicaper via transgiugulare o tramite laparoscopia. L'utilizzo di aghi di grosse dimensioni è correlato con una maggiore probabilità di emorragia.

La mortalità della procedura, solitamente conseguente a gravi emorragie, è di circa un caso su Nel caso che si sia optato per l'approccio transgiugulare o laparoscopico, oppure quando la conta delle piastrine scende sotto i Prima di procedere con la biopsia, il paziente deve sospendere i farmaci antipiastrinici, come l' aspirina. I risultati della biopsia epatica risentono di una considerevole variabilità dovuta al campionamento del tessuto.

La biopsia epatica è sconsigliata quando si riscontrano chiari segni che indicano una cirrosi, quali ascite, coagulopatia, o fegato nodulare. La comunità scientifica raccomanda la messa a punto di test affidabili e non invasivi come alternativa alla biopsia per i pazienti con epatiti croniche. Test non invasivi per la fibrosi epatica, nelle malattie epatiche alcoliche, e virali, sono destinati a diventare sempre più utilizzati. Gli esami ematochimici sono molto utilizzati per la diagnosi della cirrosi epatica.

Tra i risultati più significativi vi è una conta piastrinica inferiore a L' ipertensione portale e l' obesità di un fegato e alcolismo associato, l'alterazione nei fattori che stimolano il midollo osseo es. Riassumendo, i seguenti parametri di esami di laboratorio sono alterati in presenza di cirrosi [] :. Attualmente vi è una combinazione convalidata e brevettata di 6 di questi marcatori come indice non invasivo della fibrosi e quindi di cirrosi.

Questa combinazione è chiamata FibroTest. L'uso delle diverse tecniche di imaging nella patologia cirrotica non ha valenza diagnostica che è clinica ed istologicama è utile per una valutazione morfologica, vascolare e di screening per l' epatocarcinoma.

Obesità di un fegato e alcolismo tecniche ultrasonografiche obesità di un fegato e alcolismo esami di primo livello, a basso costo e veloci []in grado di dare una buona valutazione morfologica e volumetrica, valutare il circolo e rilevare lesioni nodulari sospette. L'ecografia è in grado di mostrare le alterazioni epatiche: fegato con lobo destro ipotrofico con induzione di ipertrofia compensatoria nei lobi sinistro e caudato ; margini irregolari e "bozzoluti"; disomogeneità strutturale con noduli iperecogeni: lesioni superiori ad 1 cm necessitano di ulteriore approfondimento con mezzo di contrasto per escludere il rischio neoplastico.

Con le tecniche eco-doppler si effettuano valutazioni del circolo epatico, valutazioni finalizzate in particolare alla ricerca di ipertensione portale o sindrome di Budd-Chiari. L'ecografia effettuata con mezzo di contrasto adeguato è in grado di rilevare con maggior precisione dell'eco-doppler le alterazioni vascolari ed emodinamiche intraepatiche e sistemiche, tuttavia questa è una metodica più costosa e necessita di personale con maggior esperienza. A partire dai primi anni delsi è assistito allo sviluppo dell' elastografia epatica nome commerciale FibroScanun promettente strumento non invasivo per la valutazione della patologia epatica cronica che utilizza gli ultrasuoni per determinare la rigidità del fegato, producendo un punteggio basato sulla scala METAVIR.

Il test è molto più veloce di una biopsia solitamente termina in 2, minuti ed è completamente indolore.