Archiviazione di alcolismo Minsk

Le voci degli alcolisti anonimi di Milano

Quanti possono il delirium tremens dopo che il bere difficile dura

Nella zona morta, nel raggio di 30 km dalla centrale, dove sarebbe proibito vivere. Ma dopo alcuni chilometri nella periferia della città e nelle campagne già si nota uno scenario diverso con baracche di legno ed evidente povertà.

Il carissimo prezzo di una crisi economica gravissima, in un paese con un'inflazione crescente in modo vertiginoso, dove non vengono più assicurati i servizi primari, da quelli sociali a quelli sanitari. Dove l'alcolismo è sempre più dilagante e le fasce più deboli in archiviazione di alcolismo Minsk difficoltà. Questo quadro diventa quasi inverosimile nella sua desolazione quando arriviamo ad alcune centinaia di chilometri da Minsk nel sud del Paese, dove la contaminazione radioattiva ancora oggi è presente in modo diffuso e quasi indelebile.

Via, via che andiamo verso la centrale vicino al confine con l'Ucraina, la radioattività non la vedi e non la senti ma è presente in modo subdolo e toccante negli archiviazione di alcolismo Minsk e nei volti tristi e senza futuro delle persone costrette a vivere in questa terra della morte. Chi ha potuto, dopo l'incidente, è andato via, è scappato per sempre, ma chi non aveva soldi e possibilità, cioè la maggior parte delle persone, è stato costretto a rimanere a convivere con le radiazioni tutti i giorni.

Sono passati ormai 26 anni dall'incidente nucleare del 26 aprile delche ha minato la storia, la vita e soprattutto la salute di 5 milioni di persone con la sua nube carica di radioattività. La situazione che archiviazione di alcolismo Minsk visto con i nostri occhi è disperata e desolante, con la morte nucleare che mette a dura prova la dignità, oltre che la salute delle persone. La sensazione più chiara che si percepisce è il senso di abbandono, la desolazione, unita all'impotenza, l'amara evidenza di una vita senza futuro per sé e per i propri figli: moltissime famiglie con bambini sono infatti gli abitanti dei villaggi delle zone contaminate irreparabilmente da cesiostronzio 90, plutonio, tutti radionuclidi che ingeriscono nella dieta quotidianamente attraverso i prodotti agricoli fortemente archiviazione di alcolismo Minsk.

Nella sola Bielorussia vivono nelle zone contaminate Basta pensare ai 6. Abbiamo visto tanta legna tagliata pronta a varcare i mercati nazionali ed internazionali, per divenire parquet o pellets o mobilio ed entrare nelle nostre case. D'altra parte dopo alcuni anni in cui si cercava di correre ai ripari di fronte ad una problematica enorme e gravissima, con altissimi rischi sanitari, oggi si tende a dimenticare e minimizzare la gravita della situazione: le zone contaminate sono nuovamente coltivate, le case in un primo momento archiviazione di alcolismo Minsk per l'alto rischio atomico, riabitate sia da locali che da profughi ceceni e di altri Paesi dell'ex unione sovietica, i controlli sulla radioattività degli alimenti e quelli sanitari sulle persone fortemente diminuiti o inesistenti.

Abbiamo visto il più grande kolchotz bielorusso che produce carne e latte, in un'area contaminatissima a venti chilometri da Chernobyl in provincia di Braghin nel sud della Bielorussia. Poi abbiamo visitato il museo di Archiviazione di alcolismo Minsk che racconta il dramma di una popolazione senza futuro che lotta contro un nemico invisibile e dell'eroismo dei cosiddetti liquidatori che persero la vita per cercare di spegnere il reattore incendiato.

Ho stampati negli occhi i bambini e le bambine che abbiamo incontrato, vittime innocenti del nucleare: per loro il rischio di contrarre patologie tumorali è infatti altissimo! Per chi è convinto come noi che ogni microdose di radioattività è un'overdose, questo scenario è raccapricciante e ingiusto al tempo stesso.

Ormai di Chernobyl non si parla più e la popolazione è abbandonata a se stessa, con il governo Bielorusso incapace di sostenere i presidi ed i servizi sociali e sanitari perché sempre più strangolato dalla crisi economica. E la popolazione è costretta a subire il cocktail esplosivo dato dalla somma di elevata contaminazione, alimentazione povera di nutrienti archiviazione di alcolismo Minsk radioattiva, condizioni igieniche inumane.

Legambiente lancia un SOS affinché si rompa il muro di gomma dell'indifferenza non più sopportabile da parte della Comunità internazionale, della Commissione europea dei singoli Stati archiviazione di alcolismo Minsk e si intervenga in modo efficace ed immediato, con la massima priorità prima che sia troppo tardi, oltre che per aiutare concretamente le popolazioni contaminate, almeno per trasferire le famiglie dai villaggi più contaminati nella zona proibita, garantendo loro una sussistenza quantomeno dignitosa: sarebbe senza dubbio un segnale seppur piccolissimo rispetto alla vastità della problematica, importante per non dimenticare queste popolazioni ormai sempre archiviazione di alcolismo Minsk sole e alla deriva.

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